Ibrahimovic a casa Scontro aperto fra Mancini e medico

nostro inviato

a Appiano Gentile

Ancora un altro colpo da tre punti e l’Inter raggiunge a quota quindici vittorie consecutive in campionato il Real di Di Stefano. Ci sarebbe anche il Bayern di Ballack da conteggiare, ma quel record è stato spalmato su due campionati. Quindi Mancini, che non crede ai record, ha tentato di presentare la ripresa del campionato a Verona come ognuno poteva immaginare: gara ricca di insidie, il Chievo è in ripresa e l’assenza di spettatori crea una situazione particolare: «Credo che sia diverso per tutti, anche per l’arbitro - ha precisato il tecnico -. In fondo il calcio si gioca per il pubblico che viene allo stadio, e la domenica dovrebbe essere il giorno in cui le persone per bene vanno a vedere il calcio. Le porte chiuse non hanno senso», ha concluso Mancini che non ha lasciato dubbi sulle proprie opinioni: «Abbiamo vissuto male tutto quanto è accaduto a Catania, e una settimana prima al dirigente della squadra dilettanti. Però sono trent’anni che discutiamo dei medesimi problemi, i nostri stadi nuovi per il mondiale, erano già vecchi a settembre del ’90 e non piacevano alla gente». Ma il vero colpo è arrivato al momento dell’annuncio della lista dei convocati, davanti ci sono Adriano, Crespo e Cruz: niente Bentegodi per Ibra. Mancini ha spiegato: «Io ero molto fiducioso, lui si è allenato bene durante la settimana ed ero convinto che dopo quindici giorni dallo scontro di Genova non ci fossero più problemi. Mercoledì poi ho ricevuto la conferma dallo staff medico: tutto a posto». Invece, nella mattinata di ieri, il medico sociale, dottor Franco Combi, ha chiesto ulteriore cautela nell’utilizzo dello svedese che nello scontro di Marassi con Falcone aveva subito un leggero trauma alla tempia: «In quell’occasione ha segnato - commenta Mancini -, ma poi, nel secondo tempo, secondo me, ha giocato ancora meglio». Evidente l’imbarazzo del tecnico. Lo svedese aveva lavorato a parte per dieci giorni, ma poi era rientrato in gruppo e tutto lasciava presagire che sarebbe sceso in campo a Verona: «Perché fermarlo?», si è chiesto Mancini, che ha aggiunto: «Ibrahimovic si è allenato e sta benissimo». Nei programmi del tecnico c’era la volontà di mettere in campo la squadra che affronterà il Valencia negli ottavi di Champions fra dieci giorni. Ma è altrettanto normale che il responsabile medico decida di non rischiare un giocatore che ha subito una botta in testa. Per il resto rientra Cordoba al posto dello squalificato Burdisso, conferma di Maxwell, punte Adriano e Crespo.
I rivali di oggi nella corsa al titolo, la Roma, hanno fuori i due centrali difensivi Mexes e Chivu, ma ospite dell’Olimpico è il Parma, annunciato con i tifosi sugli spalti mischiati a quelli giallorossi. Sullo scontro diretto con i nerazzurri slittato ad aprile, Spalletti si era già espresso, Mancini lo ha fatto ieri: «Noi eravamo pronti».