Ibrahimovic senza limiti: «Siamo il Milan vinciamo tutto»

Uno ride di gusto, con l’inedito codino che sa tanto di «mandarino cinese»; l’altro s’arrabbia, si sbraccia, protesta a lungo con l’arbitro Rizzoli, facendosi anche ammonire, e continuando anche nel dopopartita, per il presunto fallo di Boateng su Stankovic in occasione del pareggio rossonero, irregolarità non rilevata dal fischietto bolognese. Zlatan Ibrahimovic e Wesley Sneijder sono le due facce della stessa medaglia, quella positiva e l’altra negativa. Anche perchè sono loro gli autentici protagonisti della Supercoppa, un gol a testa (per Ibra anche un palo), che per lo svedese sa di abitudine visto che è il secondo che in 13 mesi realizza alla sua ex squadra, mentre per l’olandese potrebbe essere il saluto d’addio, il canto del cigno dopo la maxi offerta di 36 milioni arrivata all’Inter da Manchester, lato City però. Bella storia questa, con il club inglese che avrebbe offerto all’olandese i 6 milioni che i cugini dello United non potevano dargli, proprio per non metterlo alla pari con il reuccio Rooney. Con il tecnico Roberto Mancini che nega l’arrivo di Sneijder, l’ad nerazzurro Ernesto Paolillo e il ds Marco Branca («ho commentato col presidente Moratti quei maledetti 20’ dove siamo andati in confusione») che precisano di non aver ricevuto alcuna offerta a proposito e col giocatore che tace sull’argomento, ma subito dopo la partita è volato ad Amsterdam, via Francoforte, per raggiungere la nazionale olandese impegnata nell’amichevole londinese contro l’Inghilterra e magari anche per cercare casa. E con la moglie Yolanthe che ha già preso accordi per concentrare le proposte di lavoro cinematografico in Gran Bretagna. Un bel guazzabuglio, non c’è che dire, che lascia Gasperini tra color che son sospesi e i tifosi con un’ulteriore amarezza dopo la sberla del derby perso. Sarà dunque una settimana calda quella che attende l’(ex?) interista che comunque regalerebbe a Moratti una bella plusvalenza: acquistato dal Real per 15 milioni, se ne va per 36, lasciandone 21 in più nelle casse nerazzurre, un bell’antidoto alle ristrettezze imposte dal fair play finanziario o magari da reinvestire sul mercato per prendere non si sa bene chi dal momento che un altro Sneijder in circolazione non c’è.
Felicità pura nello spogliatoio rossonero con super Ibra che ha ricevuto il premio di player of the match e Cassano che lo sfotte: «Aho, t’han dato l’uovo di Pasqua». «Iniziamo con una grande vittoria, ma possiamo fare ancora meglio», l’euforia dello svedese. «Ma senza i miei compagni, Seedorf in particolare, sarei morto e se abbiamo vinto questa partita pur non essendo al top, allora possiamo vincere tutto». Al settimo cielo anche Boateng: «Primo tempo difficile, ma nella ripresa abbiamo finalizzato e fatto tutto quello che volevamo fare. Ci è bastato aspettare i loro errori per poi colpirli». «Nel primo tempo l’Inter andava davvero forte, ma nella ripresa è tornato in campo il vero Milan e vincere contro i cugini è una soddisfazione maggiore. Ero convinto di aver deviato la palla sulla punizione di Sneijder, ma quando mi sono girato l’ho vista dentro», il commento di Christian Abbiati. «E siamo a quota 28 trofei, 15 in Italia e 13 all’estero nei 26 anni di presidenza Berlusconi», afferma Adriano Galliani. «Ringrazio i tifosi cinesi rossoneri e al secondo gol ho tirato pugni dappertutto bucandomi una mano. E pensare che ero scettico su questa partita a Pechino. Ora pensiamo a ripeterci in campionato». Poi l’ad rossonero rivela: «Ho chiamato il nostro Presidente: era molto felice».
Musi lunghi in casa Inter. «Provo tanta rabbia dopo quello che eravamo riusciti a fare nel primo tempo», le parole di Stankovic. «Non abbiamo subito quasi niente, tranne il palo, mentre nel secondo tempo siamo calati e ci hanno schiacciato. Comunque la partita è stata decisa da piccoli episodi come il fallo su di me in occasione del loro pareggio. Poi loro, onestamente, hanno ingranato la quarta e ci hanno messo in difficoltà». E anche capitan Zanetti recrimina sull’azione del pareggio. «Abbiamo protestato per un fallo a nostro favore non visto al limite dell’area», afferma, «ma adesso è tardi, meglio tenerci strette le cose positive e lavorare su quelle negative. Il primo tempo è stato buono, stavamo bene in campo e gestivamo la partita con facilità e il vantaggio non è stato casuale. Poi nella ripresa siamo andati in confusione e ci può stare perché occorre un po’ di tempo per assimilare le novità tattiche di Gasperini».