«Ice man» nuovo idolo dei ferraristi: parla già italiano

Risponde ai tifosi che inneggiano a lui dicendo «Grazie davvero». Poi dà sfogo al suo scoramento: «Quest’anno tutto è contro di me».

nostro inviato a Monza

La rabbia gli ha fatto imparare l’italiano. All’ennesima, enorme, sfortuna, l’algido finnico si è sciolto e quel che non era riuscito a Schumi in quasi dieci anni è riuscito a lui. In un italiano molto finnico o viceversa, Kimi ha così concentrato tutta l’amarezza e la voglia di non mollare questa faticosa rimonta mondiale. L’ha fatto davanti ai tifosi che avevano a lungo presidiato il motorhome della McLaren-Mercedes: si è affacciato in compagnia della splendida moglie e al pubblico che urlava «Kimi... Kimi» ha risposto (in italiano) «Grazie davvero».
Poche parole, ma vogliamo mettere l’impegno? I maligni potrebbero anche dire che dopo il nuovo tradimento tecnico (un cambio, tre motori, due gomme per altrettante vittorie o podi andati in fumo), Raikkonen stia cominciando a studiare l’idioma nostro in vista di un passaggio alla Ferrari nel 2007. Si vedrà.
Intanto, però, Monza ha scoperto un nuovo beniamino un po’ paperino, che se ne torna a casa (in Svizzera) con l’inutile consolazione del record ufficiale di velocità in F1 (370,1 km/h). In rigoroso inglese dirà: «Nonostante il guaio al motore di sabato, avrei comunque vinto questa gara. Purtroppo ci si è messa di mezzo la gomma posteriore sinistra: quando ha cominciato a disfarsi sono stato costretto a rientrare subito. E lì ho perso la mia gara... Ma non le speranze per il mondiale. Anche a Spa, domenica prossima, ci proverò come sempre... Però, credetemi: è tanto faticoso affrontare ogni Gp come fosse una battaglia, dove sai che devi aggredire ogni curva, ogni staccata, ogni avversario pur di recuperare su Alonso. Quando mi sono girato alla Roggia, è stato per via di un cordolo preso con troppa violenza: è vero, senza quell’errore avrei potuto andare a prendere Fisichella, ma io non lotto per Fisichella, io lotto per andare ad acciuffare Fernando». Quindi, l’unico vero cedimento allo sconforto: «Tutto è contro di me».
Mostra invece un ghigno più irriverente del solito Juan Pablo Montoya, il vincitore. È partito sapendo che avrebbe dovuto lasciar strada a Raikkonen se la rimonta fosse stata portata a termine e invece quella gomma sfilacciata gli ha evitato l’imbarazzo di cedere il passo e consegnare un trionfo comunque meritato (è stato in testa dall’inizio alla fine). Però gli è andata bene due volte: perché negli ultimi tre giri anche la sua gomma ha accusato lo stesso problema di quella di Raikkonen. «Ancora due giri - dirà - e non vincevo. Ho pensato che la gomma potesse scoppiare, ma non mi è certo venuto in mente di rallentare».