Iceberg all’Acquario per rifare casa ai pinguini

Marta Cerruti

Un luogo piacevolmente fresco, accogliente, dove è gradevole sostare ammirando un vero e proprio spettacolo della natura. Vi vengono in mente scenari esotici, isole caraibiche o atolli corallini? Oppure luoghi in alta montagna o in riva al lago? Siete decisamente fuori strada. Non si tratta di un posto distante centinaia di chilometri, ma di un ambiente per noi genovesi molto vicino. È il nuovo spazio dell’Acquario di Genova dedicato ai pinguini.
Apre infatti oggi al pubblico una nuova area espositiva interamente riservata ai pinguini. Che hanno da qualche giorno una nuovissima e spaziosa dimora. Larga 7 metri, lunga 12 e con una capienza di 75 metri cubi di acqua, la nuova vasca si trova al primo piano dell’Acquario, in uno spazio fino ad ora inutilizzato. Dopo aver salutato delfini e tartarughe verdi, i visitatori da oggi potranno proseguire il loro percorso deviando a destra rispetto al tracciato principale ed entrando nella sala dei pinguini. Una breve rampa lievemente in salita, ma per tutti facilmente percorribile, conduce ad un ambiente decisamente fresco, dove, fatti pochi passi, ai visitatori si presenta un vero e proprio spettacolo della natura: 6 pinguini papua e 12 pinguini magellano che si esprimono in tutta la loro simpatia e vivacità. I papua, contrariamente a quanto il nome può suggerire, non sono originari della Papua Nuova Guinea ma abitano invece la zona subantartica; i pinguini magellano vivono lungo le coste meridionali dell’America del sud e nelle Isole Falkland. Nella nuova vasca è stato ricreato, grazie ad una serie di supporti tecnici, il loro habitat naturale. Già nella loro precedente casa all’interno dell’Acquario, i pinguini ritrovavano un clima ed un ambiente a familiare. Ma ora, grazie ad un grande, costoso e sofisticato progetto, la nuova dimora dei pinguini ha assunto le sembianze di una villa signorile dotata di ogni confort. Gli architetti Michael Oleksak e Ginette Castro che, insieme allo staff tecnico coordinato dalla dottoressa Cristina Perego e al gruppo di biologi dell’Acquario hanno messo a punto il progetto, hanno davvero pensato a tutto. Un complesso impianto di deumidificazione e refrigerazione, potente quanto la caldaia di un condominio da cinque piani e a 450 frigoriferi, unitamente a convogliatori di luce solare e gruppi alogeni permettono di rispettare l’alternanza delle stagioni ed i cicli solare e lunare della zona sub-antantiche; iceberg galleggianti, un ruscello d’acqua dolce, facili approdi ed una pavimentazione liscia ma ondulata, in grado di stimolare il palmo delle zampe senza rovinarle, ricreano l’ambiente naturale esterno, mentre simulatori d’onda, un dispensatore di cibo e un generatore di bolle ricreano l’ambiente subacqueo.
Il dottor Daniele Zanzi, responsabile del settore mammiferi, uccelli, rettili e anfibi, insieme al gruppo di biologi dell’Acquario, ha inoltre pensato a dotare lo spazio degli agi necessari alla fase riproduttiva. Ricavate nicchie per gli esemplari di pinguino magellano, che è solito scavare buche nascoste per custodire le sua uova, mentre ciottoli saranno a disposizione dei pinguini papua, che sono soliti costruire i loro nidi sugli scogli. Infine gli spazi: in una vasca più profonda e più ampia della precedente, i pinguini, specie i pupua vivaci saltatori, avranno la possibilità di dare sfogo alla loro esuberanza, esibendosi in quei divertenti show che sistematicamente catturano l’attenzione dei visitatori.
Con la ricostruzione di questo microcosmo marino, l’Acquario di Genova continua nella sua opera didattica intrapresa in questi anni. Viene portata avanti una missione, che si prefigge di far conoscere a grandi e piccini il mondo marino, insegnando loro ad amarlo e a rispettarlo.