Ici al massimo con la sinistra

Ha suscitato scalpore l'annuncio del Presidente del Consiglio di cancellare l'Ici dalla prima casa, provvedimento che andrebbe ad eliminare una tra le imposizioni più ingiuste che grava su un bene primario come la casa di abitazione. Invece di approvare una riforma che va nella direzione di una concreta politica sociale, la sinistra che fa? Dichiara di voler diminuire genericamente le aliquote Ici fingendo di ignorare che queste sono decise dai singoli comuni e non dalla Stato, e subito dopo si ripromette di rivalutare le rendite catastali, con ciò aumentando la base imponibile per il calcolo non solo dell'Ici, ma anche dell'Imposta sul reddito (ex-Irpef). A Genova fa ancora di più. In questi giorni la giunta comunale ha rinnovato al 30 giugno i termini per la presentazione della documentazione relativa all'aggiornamento degli estimi catastali per gli immobili di categoria A4 e A5, cioè le case popolari e ultrapopolari. Tra le migliorie che farebbero scattare l'aumento degli estimi figurano anche l'integrazione dei servizi igienici e degli impianti di condizionamento. Questi non sono capricci estetici, ma spesso rappresentano l'adeguamento, pagato a proprie spese, a standard minimi di igiene o di salvaguardia della propria salute; pensiamo alle persone anziane che rischiano la vita nelle afose giornate estive e che magari hanno fatto sacrifici enormi per concedersi il lusso di un piccolo impianto di condizionamento. Ricordiamoci sempre che si tratta di case popolari! Questi immobili sarebbero doppiamente colpiti in rapida successione: dall'attuale giunta Pericu e dall'eventuale governo Prodi. Ciliegina sulla torta: saranno posti a carico degli inadempienti ad opera del Comune, oltre ai tributi dovuti, alle sanzioni previste da 246 a 2.066 Euro, e alle spese di notifica, anche gli oneri di riaccatastamento d'ufficio per circa 2.000 Euro. Sarebbe questa la politica sociale del centrosinistra?