Ici, Tursi fa marcia indietro

Marzia Fossati

Tutto è bene quel che finisce bene. Anche la ormai celeberrima vicenda sulle lettere di adeguamento catastale, che a partire dalla fine di agosto hanno gettato nel panico e nella confusione le 80mila famiglie genovesi destinatarie delle missive di messa in mora da parte del Comune di Genova, pare volgere verso un inatteso quanto auspicato lieto fine. Il consiglio comunale di Genova ha infatti accettato la mozione presentata dai partiti di opposizione che impegna il sindaco e la giunta «a rivedere il comportamento sinora seguito sulla gestione dell’intera vicenda dagli uffici comunali e ad adeguarlo a quello di una moderna amministrazione al servizio della comunità che amministra».
Sono state ritenute più che valide le considerazioni fatte nei giorni scorsi dagli esponenti di An e di Forza Italia che avevano definito assurdo l’allarmismo che la poca chiarezza di queste lettere aveva generato tra tutti coloro che dovevano aggiornare la propria situazione catastale. Allarmismo che aveva indotto gli interessati a lunghe code per procurarsi la documentazione necessaria, a consultare professionisti (esosi) o a fare ulteriori, estenuanti percorsi presso gli uffici comunali, spesso di difficile accesso, solo per interpretare le direttive di Tursi. Tutto ciò secondo l’opposizione avrebbe dovuto essere fatto, se non altro per controllo, dalla civica amministrazione che, solo dopo le verifiche, avrebbe dovuto richiedere a coloro che non fossero stati trovati in regola di provvedere di conseguenza.
Insomma, sarebbe stato sufficiente inviare ai cittadini una semplice «visura catastale» aggiornata, con l’invito a verificarne la corrispondenza, prima di creare «ansie burocratico-amministrative». Ora non resta quindi che attendere di vedere come interverranno la giunta e il sindaco per ovviare alla situazione. Sperando che la bagarre abbia portato consiglio.