Ici, Tursi minaccia ma «fa un favore» a 80mila genovesi

L’adeguamento catastale slitta ai primi mesi del 2006

Roberta Bottino

Genova e Torino sulla salata questione dell'Ici sono in realtà dei Comuni benefattori. Le 80 mila lettere che la civica amministrazione genovese ha recapitato nelle cassette dei cittadini, chiedendo l'aggiornamento catastale degli immobili (il termine slitta ai primi mesi del 2006, forse a febbraio) creando inevitabili polemiche, sono frutto di buone intenzioni. «Il Comune di Torino e il Comune di Genova, rispetto agli altri, hanno deciso di dare una facilitazione ai cittadini - spiega l'assessore al bilancio, Luigi Liccardo -. Gli altri comuni, se vogliono adempiere alla legge e devono farlo, partiranno direttamente con gli accertamenti. In questo caso il povero cittadino dovrà pagare tutto il differenziale dell' Ici dall'anno in cui ha fatto i lavori, andando indietro fino a dieci anni fa, comprese le sovratasse d'interessi. Quindi un cittadino si trova a pagare delle cifre considerevoli».
Il caos, le ansie, le preoccupazioni che molti genovesi si sono visti recapitare assieme a quelle lettere informative, dovrebbero in sostanza lasciare il posto a profondi sospiri di sollievo. Il comune di Genova sarebbe stato «solerte» e «tempestivo» sulla spinosa questione dell'Ici e avrebbe «facilitato» i cittadini nell'adempimento dei propri doveri attraverso una massiccia campagna informativa.
Nella sala rossa, in sede di consiglio comunale, i consiglieri si sono fatti portavoce dei dubbi e delle perplessità su tale argomento dei genovesi. Massiccia e unanime la richiesta di una proroga dei termini di presentazione dei vari aggiornamenti catastali. L'assessore si è detto favorevole e ne parlerà proprio in occasione di una riunione assieme agli utenti che si terrà venerdì 7 ottobre.
L'opposizione attacca. «La situazione è estremamente difficile - tuona Gianni Bernabò Brea di Alleanza Nazionale -, e lo dimostra il fatto che la civica amministrazione si è servita di molte associazioni».
«Le 80 mila lettere hanno creato una situazione di apprensione e agitazione soprattutto tra le persone anziane - dice l'azzurro Giuseppe Costa -. Contestiamo il metodo con cui il Comune ha informato i cittadini».
Il consigliere Remo Benzi di Liguria Nuova afferma che «chi ha poco, ha delle riduzioni; chi non ha niente, deve pagare tutto». Liccardo specifica che però, per chi ha un reddito di 16.000 euro all'anno e possiede una sola casa, il Comune farà una dilazione di pagamento di 24 mesi per un importo di 500 euro.
In sede consigliare si è discusso anche in merito all'ordinanza che prevede, a partire dal 7 gennaio 2006, il blocco di circolazione per i ciclomotori immatricolati prima del 1994. I consiglieri Praticò di Alleanza Nazionale e Benzi di Liguria Nuova hanno contestato questa proposta.
«Il Comune ogni giorno si sveglia con nuove tasse e sorprese amare per i genovesi - contesta Praticò -. Questa ordinanza non risolverà il problema legato all'inquinamento e costringerà i cittadini a prendere autobus con servizi penosi o automobili che sicuramente inquinano più delle moto».
L'assessore all'ambiente Luca Dallorto spiega che esiste una direttiva comunitaria che ha fissato alcuni limiti restrittivi che derivano dalla necessità di una tutela della salute pubblica. «L'obiettivo del 2006 - dice -, è quello di non superare i limiti di qualità dell'aria. È un'ordinanza che prevede una gradualità. Dal 15 ottobre estenderemo il divieto anti benzene dalle 8 alle 19 e con la collaborazione della Provincia continueremo nel monitoraggio delle polveri sottili».