Gli «iconoclasti» anti-Bagnasco predicano nel deserto

L’iniziativa anticlericale fallisce, ma appaiono nuovi manifesti contro il Papa

Auto delle forze dell'ordine di ronda nei vicoli intorno alla cattedrale, in attesa dell’inizio della funzione religiosa: è lo scenario che si presentava ieri sera ai passanti di via San Lorenzo, segno evidente della protezione particolare cui è stato sottoposto l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, Angelo Bagnasco, dopo le polemiche seguite alle dichiarazioni sui Dico. Una telecamera controllata dalla polizia ha ripreso l’area del sagrato, mentre agenti in divisa e in borghese hanno preso parte (e lo faranno anche oggi) alle funzioni pasquali celebrate dal porporato, mischiati tra la folla dei fedeli per incrementare i livelli di controllo. La questura ha fatto sapere, fra l’altro, che misure di protezione particolare sono state dedicate in questi giorni anche agli altri luoghi di culto, tra cui la sinagoga in centro città. L'attenzione è salita intanto per la reazione di piccoli gruppi anticlericali che alla Spezia nei giorni scorsi hanno imbrattato con scritte un pulmino vicino alla cattedrale, mentre ieri a Genova sono state avviate iniziative di carattere provocatorie (e di modestissimo seguito) contro il Papa e la chiesa. In mattinata, sempre nel centro storico, erano riapparsi i manifesti che contestavano le tesi dell'arcivescovo su Dico e omosessualità; non firmati, potrebbero essere riconducibili ad ambienti vicini alla massoneria. Si è svolta invece nel pomeriggio la cosiddetta «iniziativa iconoclasta contro ogni fantasma divino», in piazza San Giorgio, dove una decina di giovani hanno messo in vendita libri anticlericali e una damigiana di vino («sangue divino») a 50 centesimi a bicchiere, mentre un altoparlante diffondeva canzoni come «Rinneghiamo Dio». Veniva confermata, intanto, per la serata, in piazza Embriaci, la proiezione dei film «La via lattea» di Luis Bunuel e «Magdalena» di Peter Mullan, mentre oggi, a partire dalle 11 e 30, dovrebbe andare in scena «Scherzi da prete-Esercizi del libero pensiero a corpo libero nelle strade cittadine», di non meglio specificate caratteristiche.
Intanto il senatore Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato e leader nazionale di «Italiani nel mondo», si schiera decisamente dalla parte di Bagnasco: «Sono felice di correre come candidato sindaco a Genova - dichiara -, perché così potrò guardare in faccia gli imbecilli che hanno affisso i manifesti in cui viene simulata la fucilazione di papa Benedetto XVI». E aggiunge: «Qualcuno forse ha confuso la libertà di espressione con la decenza, o l'educazione, perché questo genere di manifesti offende non solo i cattolici, ma quanti credono ancora che il rispetto dell'altro sia il valore fondante della società civile. Invito l'amministrazione comunale di Genova a rimuovere immediatamente i manifesti e auspico che le forze positive della città, che annovera una solida tradizione di tolleranza e di multi-culturalità, reagiscano con fermezza a manifestazioni del dissenso che offendono la dignità dei cattolici».