Idea tridente: Balotelli superstar di Juve-Inter

«È inutile che stia qui a dire chi gioca - ha detto<BR> Josè -, sapete già tutto». Alludendo al rombo.<BR> Invece Josè potrebbe avere in mente la<BR> sorpresona: SuperMario in campo fin dal primo<BR> minuto con Eto'o e Milito, tridente.

«Mario aveva tanto bisogno d'amore e di affetto». Ricorda così Cristina Balotelli il suo fratellino. In una intervista rilasciata al quotidiano francese L'Equipe, la sorella racconta: « Non si addormentava senza che mamma gli tenesse la mano. La sua storia, dalla nascita all'età di due anni, è dolorosa. È un buco nella sua vita. Cercava in continuazione di avere conferme del nostro amore. A scuola Mario era l'unico studente di colore e per farsi accettare, faceva il pagliaccio».
Il quotidiano francese ha dedicato mezza pagina a Balotelli ritenendolo ormai un fenomeno sociale in Italia. E le testimonianze raccolte confermano la difficile realtà con la quale Mario si è dovuto subito confrontare. Giovanni Valenti, il suo allenatore al Mompiano e successivamente al Lumezzane, ha raccontato una serie di aneddoti che farebbero arrossire ogni buon italiano: «Mario - dice - era una spanna sopra gli altri. Ma si sentivano i genitori dei giocatori della squadra avversaria protestare: con gli africani non sai mai veramente quanti anni hanno.
Dimenticandosi che Mario è nato a Palermo, quindi si immagina sia stata notificata la nascita nel giorno stesso. Tutto ciò tralasciando i soliti commenti sul colore della pelle, fatti anche da parenti delle sue squadre. «Nella primavera 2006, per la sua prima partita in serie C1 con il Lumezzane, a 15 anni - ha raccontato Valenti -, è stato bersagliato da cori razzisti a Padova. Ero infuriato. L'Italia ha un problema con l'integrazione dei neri. Tutto sarebbe stato più facile per Mario nel calcio se fosse stato bianco».
Eppure nonostante tutto questo Mario Balotelli resta la vera star di questo Juventus-Inter, partita che non cambierà di una virgola la classifica di serie A e così come ha già anticipato Josè Mourinho: «Comunque finisca, l'Inter uscirà dal Comunale prima in classifica».
Ma c'è un risvolto molto curioso riguardo all'Inter che scenderà in campo. Josè in conferenza ha preso per il bavero tutti quelli che durante la settimana si nascondono fra i cespugli e salgono sugli alberi per carpire la formazione della domenica e poterla annunciare sul proprio giornale con largo anticipo: «È inutile che stia qui a dire chi gioca - ha detto Josè -, sapete già tutto». Alludendo al rombo. Invece, come annunciato dal sottoscritto in tempi non sospetti, Josè potrebbe avere in mente la sorpresona: SuperMario in campo fin dal primo minuto con Eto'o e Milito, tridente.
A Josè frega poco di andare a vincere a Torino, ha otto punti sull'avversario pronosticato in precampionato: «Una partita che vale tre punti, come quelli persi contro la Sampdoria e guadagnati contro la Fiorentina». A Torino per stupire ci sta, di certo c'è solo che comunque vada, tutto ruota attorno a Mario Balotelli. In campo, in panchina o in tribuna tutto gira attporno a lui, la star di Juventus-Inter
claudio.decarli@ilgiornale.it