Idolina Landolfi dalla critica alla letteratura

L’ultimo articolo per il Giornale, a cui collaborava da anni, lo aveva scritto meno di due mesi fa: la breve recensione di un libro di François Maspero dedicato a Gerda Taro, la fotografa che fu compagna di Robert Capa. Nel tratteggiare la figura della donna morta a soli 27 anni, Idolina Landolfi citava una frase del poeta Rafael Alberti: «Il sorriso di una giovinezza immortale». Stava già molto male, Idolina, e si avviava anche lei a una precoce conclusione della vita, interrotta l’altro ieri a Firenze, sulla soglia dei cinquant’anni. Interrotta prima di arrivare alla celebrazione del centenario della nascita del padre, Tommaso Landolfi, che cadrà l’8 agosto e alla cui organizzazione aveva dedicato ogni sforzo, pur combattendo contro la gravità della malattia.
Alla memoria del padre e alla cura dell’opera letteraria di questo grande scrittore non molto noto al vasto pubblico (troppo ricercato il suo linguaggio, troppo lontano dalle mode letterarie l’autore) Idolina aveva dedicato la vita, curando la riedizione delle opere per la casa editrice Adelphi e creando nel 1996 il Centro Studi Landolfiani di cui era presidente e per il quale redigeva la rivista letteraria Diario Perpetuo.
Era anche scrittrice «in proprio». Tra i suoi molti libri le raccolte di racconti Sotto altra stella (1996), Scemo d’amore (1999), Matracci e storte (2004), il romanzo per ragazzi I litosauri (1999). Accanto all’attività di scrittrice, Idolina Landolfi svolgeva quella di traduttrice e di critica letteraria. Intensa la sua collaborazione a numerosi quotidiani e riviste con articoli su autori italiani e francesi dell’Ottocento e del Novecento: oltre al Giornale, La Stampa, la Repubblica, Il Mattino, Diario, Il Piccolo, Paragone, Panta, Nuovi Argomenti. Aveva anche curato l’edizione di diversi classici (Corazzini, Lautréamont, Gautier) e tradotto da Derrida, Boris Vian, Tournier.
Non ci saranno funerali per Idolina Landolfi. Ha disposto lei così. Riposerà nella cappella gentilizia del palazzo Landolfi a Pico, in provincia di Frosinone, accanto al padre. Bella e solenne costruzione secentesca, l’aristocratico palazzo Landolfi, casa natale dello scrittore, si erge nella parte antica del paese. Sua naturale destinazione sarebbe diventare la sede del Centro Studi Landolfiani, ma per ora non è così e offre solo l’ultima dimora al padre e alla figlia.