Idranti, bikini e ombrelloni: le ministar difendono Fido

Sit-in di personaggi televisivi in sostegno di Gaia e Oipa. A Milano abbandonati mille cani

Laura Sonzogni

«Chiunque lascerà un cane sull’autostrada dovrà vedersela con me». Silvia Rocca, modella e conduttrice, ieri si è presentata in Piazza Castello insieme ad altri due colleghi del piccolo schermo, l’attore Edoardo Costa e la show-girl Sylvie Lubamba, per partecipare al picchetto contro l’abbandono organizzato da Gaia animali e ambiente e Oipa (organizzazione internazionale protezione animali).
Il minibikini della Rocca, gli ombrelloni e l’acqua spruzzata dagli idranti sono serviti a ricreare in pieno centro un’atmosfera da spiaggia, per ricordare che «anche il cane ha diritto ad una vacanza». Tutti gli anni le associazioni animaliste si battono perché i tantissimi animali che vivono con le famiglie italiane possano seguire i loro padroni in vacanza. Di anno in anno crescono gli alberghi e i campeggi che accettano gli amici a quattro zampe e ora, oltre alle guide di Touring e Federcampeggi, c’è anche un numero verde - 800.015.772 - che fornisce tutte le informazioni utili a chi vuole portarli con sé. Nonostante le varie iniziative si moltiplichino di anno in anno, sono ancora molti gli italiani che optano per la «soluzione finale»: «Negli ultimi anni in Italia sono stati abbandonati più di 100 mila cani, l’80 per cento dei quali normalmente muore entro 15 giorni dall’abbandono - dice Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa -. Per questo abbiamo portato qui alcuni personaggi televisivi nella speranza che le loro parole possano sensibilizzare la gente al problema». Forse le «minacce» di Silvia Rocca potranno servire da deterrente dove le sanzioni penali non sembrano bastare: «Abbandonare un animale è reato - ricorda Edgar Meyer, presidente di Gaia -. La legge 189 del 2004 prevede l’arresto fino ad un anno e ammende fino a 10 mila euro». Le campagne martellanti non frenano un fenomeno che raggiunge il picco massimo nei mesi di giugno, luglio e agosto: 60 mila abbandoni nel trimestre, uno ogni due minuti, con conseguenze gravissime non solo per l’amico dell’uomo. Sulla sola rete autostradale, infatti, sono 200 le persone morte negli ultimi dieci anni per incidenti causati da cani randagi.
«I cani e i gatti andrebbero trattati come bambini. Bisogna accudirli, educarli e volergli bene - ha detto Edoardo Costa -. Vorrei che le persone che li abbandonano provassero a rimanere anche loro sole e al caldo in mezzo all’autostrada».
O anche chiuse in una macchina nel centro della città: «Dal mese di giugno siamo dovuti intervenire più volte per liberare animali altrimenti destinati a morte per asfissia» dice Mario Furlan, fondatore dei City Angels, anche loro presenti alla manifestazione. Oggi gli «angeli» alle 12 saranno in piazza Gobetti, a Lambrate, per ribadire con forza che «è meglio un vetro rotto che una vita spezzata».