Idraulici e falegnami economici per gli anziani della Lombardia

Accordo tra Pirellone e artigiani del Cna per offrire prezzi calmierati Via dalla prossima settimana

Chiara Campo

Riparare la tv o il rubinetto e imbiancare casa a prezzi «calmierati». A fare da apripista era stata l’Unione artigiani della provincia di Milano, nell’estate del 2004. Ma la scorsa settimana anche la Confederazione nazionale dell’Artigianato (Cna) ha detto sì, e così dalla prossima settimana l’iniziativa non solo si rafforzerà nel capoluogo, ma si estenderà a tutta la Lombardia. Grazie ad un accordo con Regione e Auser (Associazione per l’autogestione dei servizi e la solidarietà), gli artigiani che aderiscono al progetto «Filo d’argento» garantiscono agli anziani i loro servizi alle tariffe minime previste dalla Camera di commercio. Idraulici, falegnami, imbianchini o riparatori di elettrodomestici saranno muniti di tesserino di riconoscimento e la loro visita sarà anticipata agli anziani da una telefonata dei volontari Auser, per tutelarli dal rischio di truffe. A Milano l’offerta di artigiani a prezzi «sociali» è stata pubblicizzata soprattutto grazie alla collaborazione delle farmacie, che hanno messo a disposizione quasi 300mila espositori per i volantini, e la stessa strada ora sarà seguita anche nel resto della regione. Per «prenotare», e per farsi risolvere molti altri problemi, basta telefonare al «Pronto servizio anziani» 800.995988, il numero verde che dà una mano alla terza età e che dal 19 gennaio, dopo un esperimento durato un anno e mezzo a Milano (da inizio 2004 a giugno 2005, poi diventato stabile), ed esteso da qualche mese anche a Lissone e Legnano, si allarga a tutta la Lombardia con 18 sedi e centinaia di angeli custodi pronti a offrire una parola o una mano ai nonni in difficoltà. L’obiettivo di Regione (che cofinanzia il progetto per l’80%) e Auser è offrire agli anziani, soprattutto quelli che vivono soli, un punto di riferimento attivo tutto l’anno, 24 ore su 24, a cui rivolgersi per tutte le esigenze. Dall’altra parte del filo non rispondono gli operatori di un call center, ma volontari generalmente con i capelli grigi e quindi in grado di entrare più facilmente in sintonia con i coetanei in difficoltà.
A convincere l’assessorato alla Famiglia e Interventi sociali e Auser ad estendere l’iniziativa in tutta la regione è stata la continua crescita delle richieste di aiuto, che in un anno sono più che raddoppiate, passando dalle 6.108 del 2004 alle oltre 12mila del 2005. Su tutte, emerge la necessità di essere trasportati a visite specialistiche, all’ospedale, a fare la spesa (77 per cento), seguite dal bisogno di compagnia a domicilio (30%) e l’aiuto a sbrigare delle pratiche (27%). Ma le richieste sono le più svariate: dalla consegna di farmaci o pasti a domicilio all’esigenza di ricovero o assistenza. Ad ogni chiamata, ne corrispondono quasi sempre altre 4 o 5 dei volontari, che devono contattare servizi comunali, Asl o per portare condurre la richiesta a buon fine. Per esaminare i casi più seri verrà aperta nei prossimi giorni in via Trenno 15 a Milano una vera e propria centrale professionale che avrà sempre a disposizione geriatri e specialisti per soluzioni di tipo socio-sanitario.
Dopo la sperimentazione milanese, dunque, il «telefono sociale» avrà almeno un presidio in tutte le province: 18 sedi in tutto, ad esempio a Pavia, Vigevano, Olgiate Comasco, Treviglio, Lecco e Cremona. Con un maggior coordinamento, la Regione conta di rispondere meglio alle situazioni di emergenza, ad esempio quando fa molto caldo, e potrà organizzare in fretta il trasferimento degli anziani che lo vorranno in località dotate di servizi e aria condizionata.