Ieo e carabinieri: il debutto del signor sindaco

Sul palco dell’Arena: «Emozionata? Non pensavo così tanto»

Giannino della Frattina

Da ieri Milano ha il suo primo sindaco donna. Non che non si sapesse, ma mancava ancora il timbro di Mario Zavola, il presidente della tredicesima sezione civile del Tribunale nell’occasione presidente dell’Ufficio elettorale centrale. Timbro arrivato puntualmente ieri, poco dopo mezzogiorno, con la proclamazione ufficiale di Letizia Moratti e dei sessanta consiglieri che siederanno a Palazzo Marino. Dopo la verifica delle schede, i voti attribuiti alla Moratti sono 353.298, pari al 51,93 per cento, 112 in meno rispetto al primo conteggio. Al candidato dell’Unione Bruno Ferrante, sono andati invece 319.823 voti, il 47,01. Per il neo primo cittadino 112 voti in meno, per l’alfiere del centrosinistra 336 in più. Infinitesimali che fissano a 33.475 la differenza tra i due.
«Dedico questa giornata a mio marito», le prime parole ufficiali di una lady che, a fine campagna elettorale, è davvero difficile definire di ferro. «Avverto un grande senso di responsabilità nei confronti dei milanesi e della città. E forse una doppia responsabilità nei confronti delle donne che si aspettano qualcosa di particolare». E anche il destino, probabilmente, ha voluto lasciare il suo segno. Con la Moratti che, nella sua prima uscita, partecipa allo «Ieo day 2006», la giornata dedicata alla celebrazione dell’Istituto europeo di oncologia. La creatura di Umberto Veronesi, È lui ad accoglierla, insieme al presidente Gabriele Galateri di Genola e dall’ad Carlo Ciani. La Moratti ricambia sottolineando il suo «primo saluto ufficiale in un posto che è ormai un simbolo della città», un istituto in cui si è formata «una grande squadra che lavora attorno al malato». Ed è proprio la «centralità del malato, insieme a quell’unicum formato da ricerca, innovazione e cura a far dello Ieo un modello da esportare». Immediata la promessa di appoggio ai progetti dello Ieo2 e del Cerbas, la piattaforma tecnologica a servizio delle eccellenze di ricerca della città a cui tanto tiene Veronesi. E la Moratti ricorda come per la prima volta a Palazzo Marino siano previste due nuove deleghe: una per la Sanità e una per Ricerca, Innovazione e Capitale umano.
Poi il volo verso Roma per presentare, a fianco del giornalista Piero Ostellino e dell’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il libro La nostra scuola. «È certamente una riforma migliorabile - spiega la Moratti difendendo il suo lavoro da ministro -, ma l’auspicio è che non si blocchi la sperimentazione». E poi ricorda la riduzione del tasso di abbandono degli studi universitari, passato dal 65 per cento del 2001 al 40 del 2005, l’avvio di undici distretti di alta tecnologia e gli investimenti in grandi progetti strategici e per l’internazionalizzazione. «Positiva - assicura - è la riforma in senso federale dello Stato. Rafforza le autonomie locali laddove è necessario, salvaguardando l’interesse nazionale: mi riferisco, in particolare, ai temi dell'energia e delle infrastrutture».
Ritorno a Milano e gran finale con la prima fascia da sindaco. All’Arena, dove si festeggia il 192° anniversario della fondazione dell’Arma dei carabinieri: «Emozionata? Non avrei mai pensato così tanto». La giunta? «Questa è una serata importante, sono qui per l’Arma, un corpo che da sempre tutela la sicurezza di tutti gli italiani». Poi, arriva la notizia di un nuovo attentato a Nassirya in cui un militare italiano è morto e il pensiero corre ai nostri soldati: «È un tributo ulteriore pagato per portare la pace e la democrazia in un paese travagliato» commenta il sindaco, che esprime il «suo» senso «di gratitudine» e la vicinanza alle famiglie e «al loro dolore». Commento con una nota, «credo che sia importante, come già auspicato, un ritiro pur graduale».