Ieri giornata difficile per i trasporti. Si sono fermati tram, bus, metro e ferrovie Nord per protestare contro i tagli al trattamento di malattia. Rispettate le fasce protette Lo sciopero blocca i mezzi ma non la città Secondo i sindacati ha aderito il

Andrea Indini

Arriva come da copione lo sciopero del mese. Mezzi pubblici fermi. Anche gli orari sono da cartellone: dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio. I milanesi ormai lo sanno e si regolano di conseguenza.
Tutte le organizzazioni del trasporto pubblico locale hanno aderito. E circa il 95 per cento dei mezzi è rimasto bloccato. Chiuse le Ferrovie Nord e le tre linee della metropolitana con qualche controllore che, a braccia conserte, controllava che nessuno scendesse alle banchine. Pochissimi gli autobus e i tram in servizio. Ma in questo venerdì di sole tutto è filato via liscio. Dal comando della polizia locale parlano di «situazione sotto controllo», di «traffico sostenuto ma non congestionato». Per tutta la giornata sono rimaste in servizio tutte le pattuglie dei vigili a disposizione in questo periodo. «Abbiamo presidiato soprattutto gli incroci - spiegano i vigili - dove è più facile che si creino problemi alla circolazione». Contrariamente alle aspettative non si è verificato alcun ingorgo a parte l’«usuale congestione da venerdì sera» delle tangenziali e della circonvallazione esterna. «È un traffico da manuale - continuano i vigili - che include tutti quei milanesi che trascorrono il fine-settimana fuori porta».
Al quinto sciopero i milanesi hanno imparato la lezione. E sanno come comportarsi. «Siamo molto soddisfatti della percentuale di adesione - spiega Dario Balotta, segretario regionale di Cisl - e speriamo che si apra un confronto con il Governo che ci permetta di evitare la ripetizione dello sciopero». Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa Cisal e Ugl si sono unite per protestare contro i tagli al trattamento economico di malattia che sono entrati in vigore dal primo luglio alle Ferrovie Nord e che partiranno dal primo di agosto per l’Atm. «Aver raggiunto il 95 per cento a Milano - spiegano i confederali - dimostra quanto sia alta la tensione tra i lavoratori del trasporto pubblico locale». «Dopo tre scioperi organizzati dai confederali e due dai Cobas - dichiara Nino Cortorillo, segretario regionale di Filt-Cgil - non sappiamo proprio più dove andare: la sola speranza è in un accordo entro settembre».
Tra biciclette, motorini e passeggiate sotto il sole anche i cittadini hanno rispettato «le fasce orarie di garanzia». E sulla bocca di qualcuno si è affacciata l’ipotesi dell’inefficacia dello sciopero. «Assolutamente no - spiega Cortorillo -: non ci può essere da parte del sindacato il proposito di voler congestionare la città. Chiediamo solo un accordo».