Ieri la protesta dei precari sotto la sede della società

Alzano la voce i giovani del Collettivo precari Atesia, che ieri mattina hanno organizzato un’assemblea sotto la sede della società di call center in via Lamaro. Gli accertamenti degli ispettori provinciali del lavoro sui 3.200 dipendenti hanno stabilito che tutti loro hanno svolto un vero e proprio lavoro subordinato, da convertire secondo la normativa vigente in un contratto a tempo indeterminato con tutte le tutele connesse. «È veramente singolare - ha affermato uno dei promotori della protesta - che Alberto Tripi, il titolare dell’azienda, minacci di chiudere tutto e andare all’estero. Noi stiamo chiedendo soltanto di applicare la legge». Intanto per il 9 settembre è stata fissata un’assemblea nazionale dei call center.