«Ieri una scossa identica al 1972 Ma non sono previste repliche»

Allora professore, come la mettiamo? Non ha previsto neanche questa?
«Evidentemente non ho facoltà divinatorie. No, non ho previsto neanche questo terremoto».
Accetta di scherzarci su, Claudio Eva, il sismologo genovese che è stato addirittura accusato dalla magistratura di non aver saputo preannunciare il disastroso terremoto dell’Aquila.
Ora però sta diventando un’abitudine. È facile dire che ci saranno altre scosse?
«Invece no. Perché il terremoto di ieri non sembra proprio collegato a quelli dei giorni scorsi. Sono proprio fenomeni diversi».
Eppure sempre nel Nord, uno dopo l’altro?
«Questo è stato di una magnitudo molto superiore agli altri due, e a una profondità maggiore. Poi uno aveva l’epicentro sotto il lago di Garda, il secondo nella pianura padana, questo nell’Appennino emiliano».
Non sono però distantissimi?
«Ma in teoria sono terremoti strutturalmente diversi. Certo che però fa sensazione questa “tripletta” così ravvicinata. E per di più con magnitudo e profondità sempre crescente».
Ma un terremoto potrebbe aver causato l’altro?
«In alcuni casi si verifica che terremoti di particolare intensità possano innescarne altri in zone limitrofe».
Soprattutto, dobbiamo aspettarci qualche replica?
«Da quel che sto vedendo sugli strumenti direi di no. Proprio la profondità non farebbe pensare a una replica, ma il condizionale è sempre d’obbligo».
Insomma, è tutto così normale?
«Nella zona dell’epicentro, quella di Berceto, ci sono state in passato scosse simili. Non mi stupisco. È una zona in cui la placca della pianura padana scende in profondità sotto quella dell’Appennino. È una dinamica tipica dell’area de Mediterraneo che può provocare queste scosse».
Quindi è un fenomeno ciclico?
«Più che ciclico, direi che è l’assassino che torna sul luogo del delitto. Nel 1972, con lo stesso epicentro, ci fu un sisma analogo, una forte scossa singola. Diciamo che quello di ieri è il suo gemello. Anche per quello dell’Aquila ci fu un terremoto uguale nel 1458».