Ieri tagli del 10% Scajola: dati in miglioramento

da Milano

I tagli dalla Russia continuano, ma la situazione migliora e l’Italia dovrebbe uscire dall’inverno «serenamente». Il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, ha ribadito ieri la sua tranquillità sull’emergenza gas. Le dichiarazioni distensive del ministro hanno riguardato soprattutto il calo dei consumi, in flessione dopo il grande freddo di queste ultime settimane. La riduzione delle forniture da parte della Russia è continuata anche ieri: per la giornata l’Eni ha dichiarato un taglio agli approvvigionamenti pari al 10,1%, con 7,5 milioni di metri cubi di gas non consegnati sui 74 milioni richiesti. Nessuna comunicazione ufficiale, invece, sui consumi, che tuttavia negli ultimi tre giorni hanno notevolmente rallentato: siamo ben lontani dal picco di 440 milioni di metri cubi toccato il 18 gennaio. Ieri la domanda si è attestata a 350 milioni di metri cubi.
«I consumi sono ulteriormente diminuiti», ha sottolineato Scajola. «E questa è una cosa molto positiva. Tanto è vero che il prelievo dagli stoccaggi è stato nelle ultime 24 ore, di soli 35 milioni di metri cubi».
Superata questa emergenza, però, come già avvertito da molti addetti ai lavori, nei prossimi anni se ne presenteranno altre. Della stessa opinione è anche l’Isae, che avverte: il boom dei consumi di gas non conoscerà sosta per i prossimi vent’anni, con un tasso di crescita fino al 2025 stimato al 4,1% annuo. L’Istituto di studi e analisi economica sottolinea anche come la produzione da parte dei Paesi industrializzati (Usa, Gran Bretagna, Canada, Norvegia, Olanda) non sia destinata ad aumentare, con i Paesi in via di sviluppo che svolgeranno così «un ruolo chiave dell’espansione, sia della domanda che dell’offerta». Tra di essi, una posizione di grande rilievo spetta alla Cina, grande divoratrice di gas e petrolio.