Ieri tutti in coda in via San Vittore per poter dare un’occhiata all’ex-killer del Mediterraneo, diventato già un mito per grandi e piccoli Il sottomarino è in porto ed è Toti-mania Un mare di folla, oltre 150mila milanesi, ha seguito in città l’ul

Il Toti è arrivato in «porto». Alle 6.05 di ieri mattina il carrello che da Cremona ha trasportato il sommergibile è approdato al museo della Scienza e della tecnologia, in via Olona. Ad accompagnarlo Gabriele Albertini e Sergio Biraghi, il sindaco marinaio e l’ammiraglio milanese, come rimarranno nell’immaginazione della moltitudine che ha dato l’assalto alle vie del percorso. Si è concluso così un viaggio iniziato lunedì notte e lungo 93 chilometri, un’impresa portata a termine senza il benché minimo incidente. Un evento atteso dal 2001, quando il sommergibile era arrivato al porto sul Po di Cremona per essere portato a Milano. E in tanti, tantissimi, lo hanno accompagnato tra vie e piazze, seguendolo a piedi, in bicicletta. Nessuno si aspettava un tale entusiamo: in 150mila si sono ritrovati lungo il percorso, hanno accompagnato con applausi e cori da stadio le manovre più spettacolari. Hanno visto il sommergibile nero illuminato dai fari sfilare accanto a porte storiche e monumenti, si sono avvicinati per toccarlo, fotografarne lo scafo, parlare con i manovratori. Una festa della città alla quale hanno partecipato tutti: giovani e anziani, ex marinai e immigrati, personalità delle politica e della cultura. Qualcuno, in un sussulto di patriottismo, ha portato anche il tricolore. «Sembra di vivere un sogno», raccontavano sabato notte le tante persone accorse al passaggio del «killer del mediterraneo». E l’effetto Toti si è subito fatto sentire. In 5mila ieri sono arrivati al museo della scienza e della tecnologia. Il Toti si potrà visitare dal 7 dicembre. Chi è entrato nella sale di via San Vittore, però, lo ha visto sul carrello. E in mille hanno già comprato la maglietta bianca del «TotiTeam», il gadget dell’evento già diventato un cult in vendita da ieri al museo.
«In questi momenti - sorride Albertini - ci si sente uomini che sognano di giorno, piuttosto che di notte». Un sogno che diventerà presto un film prodotto direttamente dal museo. «È un pezzo di marina che entra nel cuore di Milano - le parole dell’ammiraglio Sergio Biraghi -. Ora questa città è un po’ più vicina al mare. E questo, ve lo assicuro, fa benissimo». «Ora - annuncia il presidente Michele Perini - bisogna renderlo un vero oggetto museale. Ma lo lasceremo intatto, la strumentazione, i letti, perfino gli armadietti con ancora le foto delle ragazze nude».