La Iervolino per i disabili spende più di Milano ma sono 7 volte meno

NapoliÈ l’ultimo atto di un paradosso all’italiana: a Napoli il servizio di trasporto dei disabili costa il 30 per cento in più che a Milano, poco meno di 4 milioni di euro l’anno. La differenza però non sta solo nei costi, ma soprattutto nel numero degli utenti. A rigor di logica si potrebbe pensare, incautamente, che i milanesi bisognosi di un mezzo che li trasferisca da casa propria a un altro luogo e viceversa siano un terzo in meno. Non è cosi. Anzi, le cose stanno in modo diverso, completamente opposto. La «Napoli sociale», società partecipata al 100% del Comune di Napoli, ha incassato nel 2009 la somma di 3.977.500,80 euro per trasportare cento utenti disabili, in particolar modo bambini. Abbiamo fatto un po’ di conti: ogni passeggero trasportato nella Napoli governata dal sindaco Rosa Russo Iervolino costa alle casse pubbliche 39.775,08 euro l’anno. A Milano, il sindaco Letizia Moratti per un analogo servizio ha speso nel 2008 2.631.769 euro. Ma per accompagnare ben 692 utenti (circa 7 volte più numerosi di quelli di Napoli), dall’abitazione fino al luogo di destinazione.
Cifre inversamente proporzionali, dunque, inspiegabili apparentemente. In base alle «abitudini» napoletane di palazzo San Giacomo, Milano dovrebbe pagare per i suoi 692 utenti poco meno di 28 milioni di euro. Se Napoli, invece, si adeguasse alle abitudini milanesi, per i suoi cento utenti pagherebbe, appena 380mila euro l’anno.
«Napoli sociale» svolge varie attività per conto del Comune di Napoli e conta 430 dipendenti. Di questi, 70 svolgono il ruolo di autisti per il trasporto dei disabili e costano annualmente 2.782.291,20 euro. Altra voce in bilancio, i costi di gestione, che fanno un altro milione e 195mila euro.
Ironizza il consigliere comunale di Napoli Raffaele Ambrosino (Pdl), che si è preso la briga di andare a spulciare nel faldone alto 20 centimetri dedicato al «Piano sociale di zona» dell’assessorato alle Politiche sociali, retto dall’assessore Giulio Riccio di Sinistra e libertà. «Questa è una vicenda triste. I soldi dei cittadini servono per finanziare i carrozzoni pubblici del centrosinistra e non per assistere realmente chi ha bisogno di aiuto». Ambrosino ha annunciato di avere inviato un carteggio ai ministri della Pubblica amministrazione Renato Brunetta e del Lavoro Maurizio Sacconi sui presunti sprechi del Comune di Napoli.
Tuttavia i ragionamenti sulle cifre spese dal Comune di Napoli per il trasporto dei disabili non sono finiti. Il calcolo dei costi è stato compiuto per eccesso: 39.775 euro l’anno pro capite, che fanno quasi 109 euro al giorno. Ma il disabile non entra nei mezzi della «Napoli sociale» tutti i giorni, ma solo cinque volte a settimana. Sicuramente non li usa in determinati periodi dell’anno, alle feste comandate per esempio. Diciamo che, a occhio e croce, un disabile di Napoli costa mediamente 162,34 euro al giorno. Provocatoriamente, Ambrosino suggerisce all’assessore Riccio di «acquistare delle supercar per i disabili di Napoli, con degli autisti in livrea, a disposizione 24 ore al giorno: sono certo che verrebbe a costare meno di quello che si spende oggi». Ma, tornando a un ragionamento più fattibile in termini di spesa, Ambrosino ritiene che a quel punto «sicuramente sarebbe più conveniente far viaggiare i disabili in taxi».
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