Ifil, colpo in America Con 430 milioni entra negli immobili

Gli Agnelli tornano sul mercato Usa Elkann: «Occasione di diversificazione» Alla holding torinese il 67,5% del colosso Cushman & Wakefield

da Milano

Il gruppo Agnelli torna sul mercato Usa. E lo fa attraverso la holding Ifil che ieri ha definito l’acquisizione di Cushman & Wakefield, la più importante società americana non quotata attiva nei servizi immobiliari. L’operazione, costata 563 milioni di dollari (430 milioni di euro), riguarda il 67,5% del capitale ed è stata finanziata prevalentemente con la liquidità della holding. Ifil subentrerà al Rockefeller Group International come azionista di controllo e potrà far propria, entro il perfezionamento dell’acquisizione, un’ulteriore quota dell’8,1% dal management e dai dipendenti di C&W che, comunque, manterranno una partecipazione fino al 32,5 per cento. «La transazione riconosce alla società americana un valore di 975 milioni di dollari (744 milioni di euro).
Il colpo messo a segno a New York da John Elkann e Carlo Sant’Albano, il primo dei due top manager nelle vesti, rispettivamente, di vicepresidente e amministratore delegato della holding, non ha comunque riscaldato la Borsa. A Milano il titolo Ifil ha chiuso la seduta in leggero calo (meno 0,03% a 6,31 euro), come la cassaforte Ifi (meno 0,93% a 22,40 euro). Negativa anche Fiat, la controllata più importante dell’Ifil: meno 0,96% a 14,61 euro.
La holding guidata da Gianluigi Gabetti è stata preferita dai vertici del Rockefeller Group ad alcuni gruppi di private equity. «Siamo stati gli unici - ha precisato Sant’Albano - a dare le garanzie necessarie al management dell’azienda Usa». L’ad dell’Ifil, che occuperà un posto nel cda di Cushman & Wakefield, ha poi aggiunto che «nel breve non è prevista la quotazione della società, ma nel lungo ci penseremo». In una nota, viene sottolineato che «l’operazione non trasferisce debiti a carico di C&W, lasciando all’azienda ampia flessibilità finanziaria per la realizzazione dei suoi piani di sviluppo». «Per noi - ha osservato Elkann - questa operazione rappresenta un’opportunità di crescita nel portafoglio investimenti e un’eccellente occasione di diversificazione (sia a livello di valuta sia per il tipo di business-ndr), oltre a segnare un ritorno sul mercato Usa. Inoltre porteremo alla società americana un patrimonio di conoscenza importante in Europa e in Asia». L’attenzione di Sant’Albano tornerà a concentrarsi ora anche su Europa, Cina e India (è qui che l’ad ha avuto i primi contatti con C&W, molto attiva in Asia-ndr) alla ricerca di nuove opportunità. Elkann, che detiene il pacchetto di azioni più consistente nella famiglia Agnelli, da New York ha infine riconfermato la piena fiducia nel piano di sviluppo della Fiat: «Crediamo nei progetti dell’ad Sergio Marchionne e non è prevista alcuna iniezione di nuovo capitale per il Lingotto da parte dell’Ifil».
Il vicepresidente della holding ha quindi ribadito che «non esiste alcun piano in esame sia sull’accorciamento della catena di controllo nel gruppo Agnelli sia sull’eventuale spin-off dell’Auto dal gruppo Fiat».