Ifil-Fiat, venerdì i giudici a Torino Verso possibile svolta nell’inchiesta

Pierluigi Bonora

da Milano

Si capirà venerdì prossimo, al termine della riunione tra i magistrati delle Procure di Milano e Torino, in programma nel capoluogo piemontese, quale indirizzo prenderà l’inchiesta sull’«equity swap» che ha permesso all’Ifil di mantenere il controllo della Fiat. In primo luogo i giudici dovranno stabilire come dividersi il lavoro o, se a occuparsi della vicenda, sarà soltanto una delle due Procure. In tal caso, visto che tra le ipotesi di reato segnalate nel rapporto della Consob, quella di aggiotaggio informativo è senza dubbio più grave rispetto a quella di ostacolo all’Autorità di vigilanza, non è escluso che alla fine tutto il procedimento finisca nelle mani del pool milanese. Dallo scambio di informazioni tra gli inquirenti potrebbe anche emergere la necessità, a partire dalla prossima settimana, che i protagonisti dell’operazione finanziaria varchino la soglia del Palazzo di giustizia per essere ascoltati. Una svolta del caso è dunque attesa per i prossimi giorni.
Per il momento l’inchiesta resta rubricata a modello 45, che riguarda i fatti non costituenti notizie di reato. L’eventuale passaggio a modello 21 prevede l’iscrizione al registro degli indagati di persone fisiche da un lato e dall’altro lato di persone giuridiche, le società, per violazione della legge 231 sulla cosiddetta responsabilità oggettiva. Da quel poco che è trapelato in questi giorni si sa solo che l’attenzione dei magistrati è concentrata su una serie di «passaggi poco trasparenti». Dovranno intanto trascorrere 360 giorni, dal giorno in cui la Consob ha notificato alle società sotto inchiesta l’avvio della procedura sanzionatoria, prima di conoscere l’entità di un possibile provvedimento amministrativo. E solo se questo sarà comminato il mercato ne sarà informato attraverso il Bollettino quindicinale Consob. In questa fase la holding Ifil potrà fornire all’Autorità, se lo riterrà opportuno, ulteriori informazioni a sua difesa allo scopo di evitare la sanzione. Sembra, comunque, che sulla scrivania del presidente Gianluigi Gabetti non sia ancora pervenuto alcunché.
In attesa di notizie, anche ieri in Borsa le azioni Ifil non sono state oggetto di particolari attenzioni. Il titolo è rimasto pressoché stabile (meno 0,06% a 3,98 euro), mentre un piccolo passo avanti lo ha fatto Ifi (più 0,95% a 15,07 euro).
Sul fronte Fiat, infine, è da registrare l’affermazione di Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa, il quale ha ribadito di voler tenere in portafoglio la partecipazione nel Lingotto: «Si sta dimostrando una buona scelta».