Ifil-Ifi, Gabetti torna in sella ma restano le altre sanzioni

da Milano

Gianluigi Gabetti, Virgilio Marrone e Franzo Grande Stevens tornano per ora in sella alle holding del gruppo Agnelli. La Corte d’Appello di Torino ha infatti sospeso il provvedimento della Consob che bloccava le cariche in società quotate per i tre top manager, rispettivamente per sei, due e quattro mesi. La prima sezione civile della Corte d’Appello ha invece confermato le sanzioni pecuniarie, per complessivi 16 milioni, nei confronti delle società Ifil e Giovanni Agnelli & C, nonché a carico degli stessi Gabetti (5 milioni), Marrone (500mila euro) e Grande Stevens (3 milioni).
Le due società, secondo quanto si è appreso, non hanno però più l’obbligo di rispondere in solido in caso di inadempienza delle persone fisiche. Ripresi i posti nelle rispettive stanze dei bottoni (Gabetti, oltre a essere presidente di Ifi, Ifil e della Sapaz, è consigliere di Mediobanca; Marrone, ad di Ifi, siede nel cda di Fiat e nel consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo; Grande Stevens è invece consigliere di Ifi, Ifil, Rcs, Campari e a capo della Compagnia di Sanpaolo), i tre top manager sanno bene che l’ultima parola spetterà nei prossimi mesi ancora alla Corte d’Appello subalpina. A luglio è infatti in agenda l’udienza civile durante la quale sarà presa una decisione sostanziale sulla vicenda dell’equity swap, lo strumento finanziario con cui il 15 settembre 2005 l’Ifil mantenne il controllo della Fiat, nonostante l’ingresso nell’azionariato del Lingotto delle otto banche del prestito convertendo.
L’accusa formulata dalla Consob è di «manipolazione del mercato attraverso la diffusione di comunicati fuorvianti». La decisione di ieri, comunque, conferma di fatto il provvedimento dell’Authority. La Corte ha in pratica riconosciuto che le sanzioni sono esecutive anche in caso di ricorso: mentre è stata accolta la richiesta di sospensiva dell’interdizione temporanea da incarichi in società quotate, non è stato altrettanto per le sanzioni pecuniarie. «Sicuramente - dicono fonti finanziarie - è una decisione che farà giurisprudenza». I giudici si sono basati sulle leggi più recenti (Testo unico della finanza del 1998) rispetto alla norma del 1981 secondo cui le sanzioni accessorie non sono esecutive in caso di impugnazione. A questo proposito il gruppo Agnelli, dopo il verdetto della Consob, aveva subito dato incarico ai propri legali di rivolgersi alla Corte d’Appello allo scopo di ottenere la non applicabilità delle sanzioni «fino a che non sia pendente il giudizio di opposizione».
Il ritorno di Gabetti al vertice della galassia Agnelli, insieme con quello di Marrone e Grande Stevens alle rispettive funzioni, sarà affrontato, subito dopo le festività pasquali, dai cda delle holding interessate.
Assente Gabetti, che si è preso qualche giorno di vacanza, oggi all’assemblea della Fiat dovrebbero invece esserci sia Marrone, in qualità di membro del cda, sia il segretario del consiglio stesso Grande Stevens.