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da Milano

A Torino ricomincia la stagione dei giri di valzer. Già al Salone di Francoforte, la scorsa settimana, si era avuto sentore dell’imminenza di novità all’interno del gruppo Fiat. Ipotesi, tra l’altro, non negata dall’amministratore delegato Sergio Marchionne che proprio al Giornale aveva dichiarato: «Se cambiassi le persone lo farei per dare loro opportunità di crescita».
E così è stato. È di ieri la notizia che Luca De Meo, tra i più indiziati per possibili nuovi ruoli, lascia l’incarico di ad di Fiat Automobiles (manterrà comunque la responsabilità del brand Abarth che proprio domani tornerà ufficialmente sulla scena) per diventare numero uno del marketing all’interno del gruppo torinese. Il giovane manager, che ha lanciato Grande Punto, Bravo e 500, entrerà anche nel Gec (Group executive council), una sorta di direttorio al vertice del Lingotto. Nuovo incarico anche per Harald Wester, ora coordinatore di tutte le attività di ingegnerizzazione del Lingotto. Anche Wester ha avuto un posto nel Gec tra i collaboratori più stretti di Marchionne.
A sostituire De Meo alla guida del marchio Fiat è arrivato Lorenzo Sistino, il cui compito di capo alla New Holland è stato preso (per ora) da Harold Boyanovsky, che comunque mantiene il comando di Cnh, la controllata Usa produttrice di macchine agricole ed escavatori. Per Sistino si tratta di un rientro in Italia. Prima della parentesi alla New Holland aveva diretto la divisione Veicoli commerciali di Fiat Auto.
Promozioni e upgrade a parte, è innegabile che Marchionne abbia voluto dare la classica «scossa» al gruppo automobilistico. «È un buon momento - così l’ad nei giorni scorsi sempre a Francoforte -, ma si deve migliorare». Sul banco degli imputati c’è in particolare la Bravo, modello che fatica a far breccia in Europa (non è facile cancellare l’eredità Stilo) e dal quale il top manager si aspetta di più («stiamo lavorando per ottenere il giusto potenziale»). A occuparsene, continuando il proficuo lavoro svolto da De Meo, sarà ora Sistino che nella sua carriera si è sempre distinto per le capacità gestionali.
L’impressione, comunque, è che il giro di valzer non si esaurisca con le novità annunciate ieri. Tutti i manager del gruppo sono in stato di allerta. Con uno come Marchionne non è mai possibile parlare di soluzioni definitive. Ma l’attesa di notizie non riguarda solo Torino. Anche a Maranello si cerca di capire cosa potrà accadere entro l’anno ai vertici. L’attenzione è puntata sul destino dell’amministratore delegato Jean Todt dopo che lo stesso Marchionne, a proposito del futuro del francese, non ha fatto mistero di «volerlo decidere con il presidente Montezemolo». Ecco allora spuntare l’ipotesi di Amedeo Felisa, ora direttore generale, futuro ad del Cavallino (in passato si era anche parlato di un suo possibile sbarco a Torino) con Ross Brawn (un ritorno) a capo della Gestione sportiva.