Ifil-Ifi, resta la sospensione dei vertici

da Milano

Spetta alla Corte d’appello decidere sulla sospensione temporanea dalle cariche nelle holding Ifi e Ifil di Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Virgilio Marrone. È questa, in sostanza, la sintesi della risposta della Consob al quesito posto dall’Ifil dopo le pesanti sanzioni inflitte ai vertici del gruppo Agnelli in merito all’equity swap che ha permesso alla holding di non perdere il controllo della Fiat. Da parte loro il presidente di Ifi e Ifil, Gabetti, il consigliere Grande Stevens e l’ad di Ifi, Marrone, hanno confermato ai cda di appartenenza di considerarsi temporaneamente sospesi in attesa della pronuncia della Corte d’appello. In sostanza le sanzioni del 13 febbraio che stabilivano l’incapacità temporanea ad assumere incarichi in società quotate dei tre top manager (6 mesi per Gabetti, 4 per Grande Stevens e 2 per Marrone) secondo la Consob vanno eseguite anche se, contro le stesse, è stato presentato ricorso, salvo che la Corte d’appello di Torino accolga una richiesta di sospensiva.
Ieri i cda di Ifi e Ifil, riuniti sotto la presidenza del vicepresidente vicario John Elkann, «hanno preso nota che i ricorsi in opposizione contro il provvedimento sanzionatorio emesso da Consob sono in corso di notifica e che è pervenuta la risposta al quesito presentato il 13 febbraio sull’esecutività delle sanzioni amministrative accessorie in pendenza del giudizio di opposizione», si legge in un comunicato. Il responso della Corte d’appello è atteso nelle prossime settimane. Gabetti, oltre alle cariche nel gruppo Agnelli, è anche consigliere di Mediobanca; Marrone siede nel cda di Fiat e nel consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo; Grande Stevens è consigliere di Rcs e Campari, nonché presidente della Compagnia di San Paolo.