A Igor non basta il «Cassina»

«Fossi caduto, ad esempio, sarebbe stato diverso». Igor Cassina ha ragione, a Pechino è stato dignitoso, non ha disonorato l’oro di Atene. Sintetizza le difficoltà che ha un campione a confermarsi: un conto è vincere da outsider, un altro rispettare il pronostico da favoriti. In realtà nell’ultimo quadriennio non ha vinto grandi manifestazioni, aveva ideato il Cassina2, nel 2006 ha dovuto accantonarlo perché troppo rischioso. A 31 anni era alla terza Olimpiade, impossibile rivederlo a Londra. Onestamente il cinese Zou Kai, lo statunitense Horton e il tedesco Hambuechen hanno fatto meglio di lui, qui. L’ha ammesso anche il ginnasta brianzolo e questo gli fa onore. La gara più bella della carriera l’ha imbroccata in Grecia, irripetibile.