Iguana a spasso nei giardini di via Fabrizi

Di notte, inoltre, i tossicodipendenti scavalcano i cancelli e vanno a drogarsi liberamente sulle panchine dell’area

Erika Falone

Chi crede che siano giardini pubblici, si sbaglia.
Quelli di via Fabrizi, a Quinto, non sono semplici giardinetti.
Da qualche tempo sono anche uno zoo.
Sì, perché, probabile vittima di un abbandono estivo, un'iguana è stata vista nelle scorse settimane aggirarsi tra i cespugli e le panchine dell'area verde. Indisturbata, complice la minore densità di bimbi grazie alla fine della scuola, ha ritrovato nei tronchi degli alberi di via Fabrizi qualcosa di molto simile al suo abitat naturale.
In genere si tratta però di un animale non troppo docile, che non esita ad assestare qualche morso. E questo ha messo in allerta i frequentatori dei giardini.
Il «sauro da compagnia» recuperato dalle guardie zoofile non potrà essere dato in adozione perché la legge sugli animali esotici prevede che questo tipo di rettili siano ospitati in centri attrezzati e garantiti dal ministero dell'Ambiente.
La speranza dei volontari della Protezione Animali che l'hanno raccolta è che sia stata smarrita e che il proprietario reclami la restituzione, ma il sospetto che si tratti di un abbandono esiste. È difficile, infatti, che questi animali riescano a scappare da soli visto che in casa vengono solitamente ospitati in terrari chiusi. Secondo l'Enpa, le razze esotiche sono sempre più frequenti tra gli animali abbandonati.
Ma come se un'iguana e le colonie di zanzare che all'inizio dell'estate hanno infestato i giardini ancora non bastassero, nei giorni scorsi due bisce sono state viste uscire da un tombino.
Per ora sembra che si sia trattato di un caso isolato e, per fortuna, si tratta in questo caso di animali innocui. Ma sicuramente poco graditi come compagni di giochi dei bambini.
Così come le siringhe che da qualche tempo sono tornate a fare bella mostra di se, accanto a cucchiaini e accendini, vicino alle panchine del piccolo parco.
Un fenomeno che sembrava aver visto la parola fine da quando i cancelli - a lungo rimasti aperti perchè il Comune, responsabile del giardino, non aveva più i fondi per seguirne l'apertura e la chiusura - erano stati finalmente chiusi alla sera.
E questo grazie a un volenteroso gruppo di cittadini che si è accollato la responsabilità delle chiavi dei giardini, insieme alla scuola che si trova al loro interno, che si occupa dell'apertura del mattino.
Nonostante la «serrata» quindi, un gruppo di tossicodipendenti ha evidentemente trovato il modo di scavalcare le recinzioni e, complice il buio, ha preso possesso del giardino, lasciando dietro di se evidenti segni del proprio passaggio.
Forse è proprio il buio il problema. Il giardino pubblico, infatti, non ha nessun tipo di illuminazione (se non una piccola luce sull'ingresso della scuola elementare) perché, essendo un parco destinato a essere chiuso «al calar del sole», rientra in quella categoria di aree verdi nelle quali non è prevista, da statuto comunale,la presenza di lampioni. Anche perché si presume che d’inverno nessuno si voglia trattenere troppo a lungo sulle pachine, al freddo.
E i cancelli, in teoria, d’estate dovrebbero bastare.