Ike fa rotta su Cuba: un milione di sfollati

L'uragano dopo aver fatto un centinaio di morti ad Haiti punta su L'Avana. Il governo "sfolla" un milione di persone. Ma gli Usa non ritirano l'embargo, trema la Florida

L'Avana - Nella scia di Ike restano un centinaio di morti ad Haiti. Oggi il tifone arriva a Cuba, dove un milione di persone sono state evacuate. A L'avana si attende che spazzi l’isola con il suo corredo di piogge torrenziali, venti che arrivano fino a 195 km orari e onde che superano i sette metri. La Defensa Civil ha diramato "l’allarme ciclonico" per tutte le provincie del Paese, salvo l’Avana e Ciudad de l’Avana. Una settimana dopo Gustav, che già aveva seminato la distruzione nella parte occidentale dell’isola, Cuba affronta la violenza di Ike, l’ottavo uragano della stagione dei cicloni nell’Atlantico settentrionale. Oggi, però, l’uragano è stato declassato a categoria 2 dal National Hurricane Center di Miami. In Florida è stato proclamato lo stato di emergenza.

Attacco atmosferico L’occhio del ciclone ha toccato terra alle 21,45 di domenica sera (quando in Italia era notte fonda, le 03,40) a Punta Lucrecia, nella costa nord-orientale dell’isola. Nella città di Holgum, forti raffiche hanno sradicato alberi e scardinato piloni dell’energia elettrica, mentre le strade, completamente deserte, venivano inondate da fiumi d’acqua. Le prime avvisaglie erano state avvertite nella località di Moa, dove l’uragano ha spinto il mare a penetrare per 300 metri all’interno della terraferma. A Baracoa (nella baia di Guantanamo) il mare è penetrato per 400 metri, confermando le previsioni dei meteorologici locali e delle autorità che avevano annunciato l’uragano come "estremamente pericoloso".

Evacuati Le autorità hanno ordinato lo sgombero di un milione di persone (il 10 per cento della popolazione dell’isola) tra cui anche 13mila turisti della località balneare di Varadero, nella costa settentrionale della provincia di Maranzas, trasportati, - ha assicurato il delegato del ministero del Turismo, Amado Acosta - "in luoghi che garantiscono sicurezza". Dopo Cuba, l’uragano punta verso il golfo del Messico, dove 4mila piattaforme petrolifere assicurano il 25 per cento della produzione petrolifera statunitense e il 15 per cento di quella di gas naturale e minaccia la Louisiana e il Texas.

L'emrbargo resta Il comune pericolo non ha portato però a un disgelo tra L’Avana e Washington: le autorità cubane, dopo aver rifiutato aiuti americani per 100mila dollari, avevano chiesto agli Usa di sospendere l’embargo per favorire l’acquisto di generi necessari agli sfollati per gli uragani. Ma da Rabat il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ha risposto negativamente osservando che non basta la transizione da Fidel a Raul Castro a modificare la linea Usa: "Non possiamo accettare di passare da un regime dittatoriale a un altro, e pertanto non c’è alcun motivo per togliere l’embargo ora".