Ike Turner, il vecchio leone del blues porta a Bordighera i ritmi del boogie

Antonio Lodetti

Stasera a Bordighera apertura dell’omonimo Jazz & Blues Festival con i rutilanti ritmi del boogie woogie, le tensioni del blues e i colori del soul secondo i canoni del vecchio leone Ike Turner. Molti anni prima del prorompente successo in coppia con la moglie Tina, Ike è stato una figura di primo piano della scena blues e un session man apprezzatissimo, prima come pianista, poi alla chitarra. Non ancora 18enne Ike batte le strade d’America a bordo di un furgone insieme ad alcuni coetanei. È il primo nucleo dei Kings Of Rhythm che di lì a poco accompagnano (dal vivo e su disco) tutti i grandi del blues e incidono il classico Rocket 88 che in seguito, con la voce di Jackie Brenston, diventa un classico che anticipa l’avvento del rock and roll. Nel 1957, con la sua band, è il re dei locali da ballo di East St.Louis, Illinois, quando una giovane cantante - amante del gospel, di Sam Cooke e Ray Charles - di nome Annie Mae Bullock, chiede di salire sul palco. La sua voce potente e ferina conquista Ike; la battezza Tina, la sposa e la lancia nel mondo musicale. Arrivano così i primi successi (con il gruppo ampliato con il coro delle Ikettes) come A Fool In Love, I’s Gonna Work Out Fine fino all’esplosione con l’incrocio gospel-soul di River Deep Mountain High.
Il mondo del rock li scopre nel 1969, quando suonano in tour con i Rolling Stones e incidono il classico dei Creedence Clearwater Revival Proud Mary in una ribollente versione «black» e l’autobiografica Nutbush City Limits. Tina è la star, Ike l’eminenza grigia, l’architetto sonoro che se ne sta in sottofondo. La sua abilità di arrangiatore e musicista è oscurata dalle sue turbolente vicende personali: dagli abusi di alcol e cocaina, dai ripetuti arresti, dalle violenze su Tina, che lo lascia per una favolosa carriera da rockstar. Ike, surclassato dalla fama della ex moglie, fa fatica a riprendersi ma rimane un personaggio di culto per i fan del blues. Ricompare nel ’91 e torna alla musica a tempo pieno. Vigorosi concerti aggressivi e divertenti, all’insegna della tradizione, lo riportano al centro della scena; non una stella di prima grandezza, ma un nome importante nella storia della musica nera. A 74 anni suonati Ike Turner è sempre in giro per il mondo; ha da poco pubblicato l’album Ike Turner’s Final e proprio quest’anno è stato ufficialmente inserito nella Blues Hall Of Fame. Il suo concerto sfida il passare del tempo con un piccante concentrato di energia e ritmo. Domani al Festival un pizzico di ironia con Kid Creole e i suoi Coconuts e domenica chiusura con il funku venato di soul di Kool & The Gang il cui concerto sarà aperto dall’italiana Expresso Blues band, vincitrice del Premio Siae 2005.