Ilario di Poitiers

Quantunque nato in Gallia, a Poitiers tra il 310 e il 320, questo santo è anche protettore di Parma, dove ancora vige la tradizione dei dolci a forma di scarpa in suo onore. Pare che il santo sia arrivato in città con le calzature rotte e che le abbia lasciate al calzolaio dopo che questo gliene ebbe fatto un paio di nuove. Per miracolo, dopo la sua partenza, l’artigiano trovò perfettamente integre le scarpe sfondate. Ilario era sposato ed aveva una figlia quando venne acclamato vescovo di Poitiers. Era circa il 354 ed egli, accettando la carica, lasciò come d’uso la famiglia d’accordo con la moglie. A quel tempo però infuriava l’eresia ariana e il nuovo vescovo si trovò in prima linea nel combatterla, cosa che gli costò l’esilio dopo soli sei anni di episcopato. Infatti, l’imperatore Costanzo, interessato esclusivamente all’ordine pubblico, voleva a tutti i costi un compromesso dottrinale tra ortodossi e ariani. Quei vescovi che non intendevano piegarsi subivano i suoi rigori. Fu così che Ilario finì spedito in Frigia. Nel 359, rientrato, ricominciò la sua lotta all’arianesimo, che fece condannare nel concilio di Parigi del 361. Il vescovo di Poitiers divenne una delle figure più importanti della Chiesa dei primi secoli e oggi è venerato come Dottore della Chiesa. Scrisse molti trattati, uno dei quali contro l’ariano Assenzio, vescovo di Milano (nella battaglia contro quest’ultimo, Ilario ebbe compagno il vescovo di Vercelli, s. Eusebio). Notevoli le sue opere teologiche, storiche ed esegetiche. Morì nel 367. La sua reliquia fu bruciata dagli ugonotti nel 1562.