Ilarion

Oggi ci occupiamo di uno starec che nel secolo si chiamava Rodion Ponomarëv ed era nato nel 1805 nel villaggio di Kljuci, nel governatorato russo di Voronež. Era figlio di un sarto e apprese il mestiere paterno. In tale attività continuò con un discreto successo, tanto da poter aprire nella vicina città di Saratov un suo laboratorio di sartoria con negozio annesso. Ma un giorno si innamorò dell’esperienza degli starcy Lev e Makarij, che finirono con l’accoglierlo nell’eremo di Optina nel 1839. Secondo la tradizione di quel celebre monastero, Rodion Ponomarëv fu adibito dapprima al servizio personale dello starec Makarij. Terminato il periodo prescritto, prese i voti monastici col nome religioso di Ilarion e fu ordinato sacerdote. Dopo la morte del suo maestro Makarij, Ilarion nel 1860 assunse l’incarico di direttore di coscienze, così come aveva stabilito lo starec defunto. Quest’ultimo aveva, infatti, intuito le doti di Ilarion, che divenne maestro di molti, anche laici, e famoso specialmente per il dono della profezia. In breve Ilarion assunse anche la direzione spirituale dell’intera comunità di Optina e dal 1863 fu superiore di quei monaci che osservavano la stretta clausura. Prima di morire, nel 1873, si vide conferito l’alto onore dell’abito della cosiddetta stretta osservanza. Scrive Il’ja Semenenko-Basin nel suo Eternamente fiorisce (La Casa di Matriona) che «gli starcy di Optina furono uno dei più bei frutti del monachesimo in terra russa». Gli ultimi tra loro «caddero vittime delle persecuzioni contro la Chiesa e divennero testimoni di Cristo nello Stato comunista».