Ileana Sonnabend storia di una regina dell’arte

Quando le si chiedeva di sé, della sua movimentata esistenza, del suo fiuto leggendario, Ileana Sonnabend rispondeva immancabilmente: «la mia vita non è importante». Ripetendo questa frase, che con l’andare del tempo era diventata il suo slogan, la più importante gallerista del XX secolo manteneva il suo privato al riparo dai pettegolezzi, anche a costo di mentire. Perché la sua vita è stata un frammento esemplare di storia del Novecento, una vicenda dai contorni davvero letterari che Ileana Sonnabend. The Queen of Art – il libro di Manuela Gandini che verrà presentato oggi alle 18 presso lo spazio Oberdan da Gillo Dorfles, Giuseppe Panza di Biumo, Allan Jones e Luciano Giaccari – racconta in modo dettagliato e appassionante. Ileana nasce a Bucarest da una ricca famiglia ebraica, mentre sta per scoppiare la Prima guerra mondiale. Nel 1932 incontra un giovane triestino che lavora in una compagnia di assicurazioni ma che vorrebbe dedicarsi agli studi di letteratura comparata, Leo Castelli, di cui diventa la moglie. Incalzati dalla minaccia nazista, i due abbandonano la Romania e fuggono prima a Parigi e in seguito a New York dove decidono di aprire una loro galleria. Leo Castelli diventa velocemente il più autorevole mercante d’arte newyorchese, ma deve molto del suo successo a Ileana: è lei, per esempio, a convincerlo del talento di Andy Warhol. Quando i due divorziano, Ileana si sposa con Michael Sonnabend e apre una galleria a Parigi nella quale espone le opere dei maggiori movimenti dell’epoca.