Il'ja Gromoglasov

Nacque nel 1869 nel governatorato russo di Tambov e si segnalò subito per le non comuni doti intellettuali. Laureatosi all’università di Mosca, nel 1899 ottenne anche la licenza all’accademia teologica, dove subito insegnò Diritto canonico. Divenne in breve uno dei massimi esperti russi della disciplina ma nel 1911 le sue idee troppo liberali gli costarono il posto. Per mantenersi insegnò per cinque anni al ginnasio e nel 1916 ottenne la libera docenza all’università moscovita. L’anno seguente, coi liberali al potere, Gromoglasov fu riammesso all’accademia teologica e, anzi, cooptato nel Consiglio. Ma il golpe bolscevico intervenne a spegnere ogni entusiasmo. La persecuzione contro i credenti non si fece attendere e fu proprio quello il momento scelto dal Gromoglasov per chiedere l’ordinazione sacerdotale. Fu quasi subito arrestato e messo in carcere per un anno. Uscito di galera, promosse il dialogo tra ortodossi e cattolici (la sua controparte era madre Anna Abrikosova, priora delle domenicane di Mosca), e questo gli costò un nuovo arresto e un altro anno di carcere. Nel 1925 venne ancora un volta arrestato. Fu condannato a tre anni di confino in Siberia. Ammalatosi seriamente, fu operato in prigione e rilasciato nel 1928. Diffidato dal tornare a Mosca, andò a fare il parroco a Tver’, dove rimase fino al 1937. In quell’anno, il “grande fratello” Stalin lo fece arrestare per l’ultima volta. Condannato a morte in novembre, venne fucilato il mese successivo. È stato canonizzato come martire nel 2000. La sua memoria, secondo il calendario ortodosso, è il 22 novembre.
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