UN ILLECITO MAI AMMESSO

Caro Massimiliano Lussana, una persona amica, mentre mi trovo a Salice D'Ulzio, mi ha letto il tuo articolo su di me e sul Genoa. So che gli amici si dimostrano tali specie quando lealmente esprimono critiche, anche le più severe, ad un patto però che esse siano giuste e fondate. Sempre per lealtà ed amicizia ti dico che le tue non lo sono. Io sono difensore del Genoa e mi sono fatto carico di studiare e lavorare molto per dimostrare che le accuse non erano fondate ma partivano da un presupposto giuridicamente errato ed anche illecito.
Il presupposto era che il Genoa avesse comprato la partita con il Venezia e la prova rappresentata dalla consegna di una somma di denaro trovata nell'auto di un dirigente del Venezia. Si tratta di una ipotesi di accusa e come tale tutta da verificare. Il processo penale, da cui questa accusa si diparte è tuttora nella fase delle indagini preliminari e quindi in mano alla Procura di Genova che è parte nel processo, e non giudice. Il giudizio è assai lontano e solo in quella fase potrà essere valutata la fondatezza delle accuse. L' Ufficio Indagini della Federazione Calcio, sulla base di violazioni del segreto investigativo e conseguente fuoriuscita sui giornali della notizia e dei particolari dell'inchiesta, si è precipitata (...)