«Illegittimi i premi elargiti ai dipendenti dal Comune di Rho»

Michele Perla

Più di due milioni di euro. È questa la somma che i dipendenti del comune di Rho, dovranno restituire all’amministrazione civica, finita nel mirino della Corte dei Conti, rea di aver gonfiato le loro buste paga con premi elargiti con criteri discutibili. In altre parole al personale comunale dal 1999 al 2002, sarebbero stati concessi quattrini a “pioggia”, anziché commisurati all’effettiva produttività. Una grossa grana per la giunta di centro sinistra guidata da Paola Pessina, che rischia di sconvolgere il bilancio di previsione all’ordine del giorno della prossima settimana.
«I revisori dei conti del comune hanno delineato la strada da seguire: discutere e modificare il bilancio ponendo in entrata una voce di 2 milioni e 136 mila euro che vanno rimborsati dal personale dipendente che ne ha beneficiato – tuona Marco Tizzoni di Forza Italia -, un’operazione che va assolutamente compiuta e sulla quale pretendiamo chiarezza».
Gli addebiti della Corte dei Conti lombarda vengono mossi a tutti gli amministratori che hanno sottoscritto i contratti, senza tralasciare di coinvolgere due dirigenti ed altrettanti segretari comunali. L’indagine dei giudici ha rilevato una irregolarità fondamentale: i premi in danaro al personale non sarebbero stati dati secondo criteri meritocratici, bensì spalmati a tutte le 335 persone in servizio. Una scelta che di fatto non avrebbe scontentato nessuno, e che al tempo stesso avrebbe tenuto buono l’agguerrito sindacato interno. Secondo gli amministratori, il danaro di cui i giudici chiedono oggi la restituzione sarebbe stato invece elargito grazie a criteri concordati sulla base della contrattazione autonoma decentrata. «Azzerando i premi di produttività – ha dichiarato il sindaco – è come se si dicesse che qui in Comune nessuno ha fatto niente, proprio mentre contestualmente tutto il personale ha gestito l’arrivo a Rho della nuova Fiera».
L’amministrazione civica si è già affidata ai legali per sostenere le proprie ragioni, ma rimane aperta la questione bilancio che dovrà comprendere nella voce entrate le somme contestate. Bilancio, che l’assessore Giuseppe Scarfone non sembra intenzionato a modificare come richiesto espressamente dai revisori dei conti del comune. Così giovedì prossimo in consiglio comunale saranno scintille fra maggioranza e opposizione, che invoca verifiche su un vicenda dai contorni oscuri. «La Corte dei Conti prevede un danno erariale che a nostro avviso non c’è – ha dichiarato l’assessore al bilancio -, non ci sono stati arricchimenti personali né si sono regalati soldi. Abbiamo soltanto applicato criteri concordati». Quelli dei “todos caballeros”, che i giudici però non hanno apprezzato.