Illy finanzia i clown e gli studi sui dervisci rotanti

Il governatore del Friuli Venezia Giulia paga ricerche su «Il velo e l’ombelico», sulla «papirologia» e la «filologia ugro-finnica»

Giuseppe Salvaggiulo

Mentre scrive al presidente del Consiglio, convoca parlamentari, rilascia allarmate interviste e vola a Roma per chiedere più soldi al governo, il presidente friulano Riccardo Illy si accorge che i 2,9 milioni di euro stanziati a maggio per iniziative culturali sono pochi. E ne distribuisce altri 542mila. Contributi necessari a finanziare uno studio sociologico su «Il velo e l’ombelico» (50mila euro), ad allestire la mostra «I bambini e la montagna» della comunità montana della Carnia (20mila), a mettere in scena l’iniziativa «Dal clown alla maschera» dell’associazione teatrale triestina La Cantina e a organizzare un convegno sull’eutanasia (12mila).
Sono solo alcuni progetti approvati venerdì scorso dalla giunta di centrosinistra, che porta i contributi culturali annuali a più di 3,4 milioni di euro. Ai quali vanno aggiunti i quasi 3,2 milioni assegnati alle associazioni culturali a prescindere dalle iniziative specifiche, cioè per il solo fatto di esistere e operare da almeno tre anni. Totale: 6,4 milioni di euro.
Dall’elezione nel 2003, Illy non fa che aumentare questi stanziamenti. Ogni anno crescono fino al 20 per cento, spiegano all’assessorato alla Cultura. Un record che per l’opposizione di centrodestra nasconde l’uso clientelare dei fondi per la cultura, distribuiti solo a enti di sinistra.
Le critiche non smuovono l’imprenditore del caffè prestato alla politica. Anche quando provengono da sinistra. «Demagogia!», risponde irritato alla Cgil friulana, che denuncia la mancata riduzione dei costi dell’istituzione. E così continua a finanziare eventi, rassegne, congressi, mostre, celebrazioni di ogni tipo. Dal «Simposio internazionale di scultura su pietra piacentina» (25mila euro) al «Festival mondiale delle relazioni pubbliche» (20mila). Dal convegno «Invecchiare nel Friuli Venezia Giulia» (10mila) al progetto «I dervisci rotanti di Damasco» (8mila). Dall’«Anno freudiano 2006» (30mila) alla mostra «Ricavi e legami» nella chiesa di San Francesco Di Udine (100mila euro).
Non solo. A fine settembre la giunta ha approvato un ulteriore finanziamento di 400mila euro per «studi, ricerche e iniziative di divulgazione culturale». Tra le materie interessate: «papirologia, assiologia, anatolistica, archeologia fenicio-punica, filologia ugro-finnica, egittologia e civiltà copta, simitistica, lingue e letterature dell’Etiopia, filologia storia e religioni dell’Iran, indologia e tibetologia, armenistica, caucasologia, mongolistica, turcologia».
Una particolare attenzione è dedicata da Illy alla cura dell’immagine dell’istituzione che rappresenta. Anzi della «nuova identità visiva della Regione», come recitano gli atti ufficiali. Per questo ha destinato 50mila euro per modificare il logo della Regione (l’aquila approvata nel 1967 da Moro e Saragat). Forza Italia, Lega e An protestano con interrogazioni in Consiglio regionale e in Parlamento. «Ma un lavoro del genere sul mercato costa tre volte tanto», spiega il responsabile della comunicazione della giunta, Fabio de Visintini.
Ma la generosità di Illy non è indolore. Se n’è accorta la Corte dei conti: nell’ultima relazione denuncia che il debito regionale è cresciuto in tre anni da 706 a 1,1 miliardi.
giuseppe.salvaggiulo@ilgiornale.it