Illy, l’ex governatore che vuole anche la pensione da consigliere

Un caffè allunga la vita, duemila euro in più al mese, ancorché lordi, aiutano a viverla meglio. Almeno così deve aver pensato Riccardo Illy, che sarà pure un magnate, del caffè appunto, ma che a quell’assegno mensile ha deciso di non rinunciare. E poi lui il beau geste lo ha già fatto, dimettendosi ben due mesi prima della scadenza del proprio mandato di governatore del Friuli Venezia Giulia per consentire anche lì, mannaggia alla determinata insistenza di Romano Prodi, lo svolgimento dell’election day il 13 e 14 aprile. Voleva risparmiare, l’ex premier. Ma a Illy i conti non tornavano. E così adesso si scopre che, da presidente uscente della Regione, ha fatto richiesta di contribuzione volontaria per poter godere, al compimento del sessantesimo anno di età, del vitalizio come consigliere regionale, circa duemila euro lordi al mese. Illy, durante il mandato come presidente, aveva infatti mantenuto l’incarico di consigliere regionale, votando in Aula. Con le dimissioni «volontarie», al pari di altri consiglieri non ha maturato i cinque anni di contribuzione necessari per poter godere del vitalizio. Per questo ha inoltrato all’ufficio di Presidenza del Consiglio la domanda, come previsto dalla legge, per il pagamento dei contributi dei due mesi mancanti.