Imam, il governo conferma il segreto di Stato

Polemici i difensori di Pollari: «Così si impedisce il diritto alla difesa»

Marianna Bartoccelli

da Roma

Il governo conferma il segreto di Stato sui rapporti tra Italia e Usa in merito al presunto rapimento di Abu Omar. Lo ha riferito il presidente del Copaco, Claudio Scajola, dopo l'audizione del sottosegretario Enrico Micheli, l’ultima di quelle previste sulla vicenda del rapimento del sospetto terrorista islamico da parte della Cia. «Alle nostre domande se le autorità Usa avessero avvertito il governo - spiega Scajola - Micheli ha risposto che sul tema esiste il segreto, che era stato già comunicato dal governo Berlusconi e confermato negli stessi termini dall'attuale esecutivo».
Un segreto di Stato «per i rapporti con gli alleati - ha aggiunto Scajola - in un momento dove è necessario mantenere forte la credibilità delle alleanze e per garantire la sicurezza in un periodo di terrorismo». Scajola ha precisato di non essere entrato nel merito di quanto detto dal sottosegretario e di non aver quindi «violato la riservatezza». Dopo l'audizione, il Copaco si prepara a confezionare una relazione complessiva per il Parlamento sulla vicenda Abu Omar e sulla realtà dei Servizi Segreti coinvolti nella vicenda. «Credo verrà depositata nella prima decade di novembre» annunzia il vicepresidente del Comitato Massimo Brutti. «Offriremo al Parlamento ed anche al governo elementi concreti» spiega. Quella di Micheli, ha poi sottolineato il vicepresidente diessino, «è stata un'audizione utile ed esaustiva. Ci ha detto quello che pensava in modo non burocratico». Polemici con la deposizione di Micheli i legali della difesa del generale: «In questo modo viene impedito a Pollari di difendersi, visto che non è possibile far ricorso a documenti che sono coperti dal segreto di Stato» hanno sostenuto l'avvocato Titta Madia e Franco Coppi. «Le parole di Micheli - continua Madia - hanno del resto confermato quanto già il presidente del Consiglio, Romano Prodi, aveva detto tempo fa. Come si risolve la questione? Noi come difensori stiamo studiando ulteriori iniziative per chiarire la posizione processuale del generale». Le vicende Abu Omar hanno fatto esplodere anche la questione relativa al cambio dei vertici dei Servizi. E il mondo politico si è schierato pro o contro Nicolò Pollari, capo del Sismi. «Non esistono ragioni per cambiare i vertici dell'intelligence italiana» ha affermato il senatore e membro del Copaco, Alfredo Mantovano (An). «Dalle valutazioni seguenti alla audizione odierna di Micheli e senza violare il regime di segretezza del Copaco - rileva Mantovano - emergono due dati politici: il primo è che quando il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, annuncia mutamenti ai vertici dei servizi parla a titolo personale; il secondo è che non esistono ragioni imminenti per un cambio». Polemico contro la deposizioni di Micheli anche l’eurodeputato diessino Claudio Fava, relatore a Bruxelles della Commissione d’inchiesta sui voli segreti Cia in europa: «Questo non è un segreto di Stato, è una bugia di Stato. Il coinvolgimento del generale Pollari e del Sismi nel sequestro dell'imam è ormai certificato dall'inchiesta della procura di Milano. Ma è altrettanto evidente che anche il governo Berlusconi aveva saputo e preventivamente approvato».