Gli imam scatenano le folle nelle moschee

Gli animi si scaldano anche in Paesi moderati come Egitto e Giordania, e perfino nelle turistiche Maldive

Fausto Biloslavo

Il mondo islamico non si placa, anzi la protesta contro le vignette su Maometto pubblicate da alcuni giornali europei si espande a macchia d’olio. Ieri, giornata di preghiera per i musulmani, gli imam non hanno certo gettato acqua sul fuoco dal pulpito delle moschee. Fra le reazioni più violente si registra l’assalto di una folla di facinorosi al grattacielo che ospita l’ambasciata danese a Giakarta, capitale dell’Indonesia. Al grido «Allah o akbar» (Dio è grande) trecento militanti del Fronte dei difensori dell’Islam, un gruppo integralista indonesiano, hanno fatto irruzione nell’atrio dell’edificio. I manifestanti hanno infranto lampade e buttato all’aria quello che trovavano, mentre alcuni lanciavano uova e pomodori contro lo stemma dell’ambasciata danese, che si trova al 25° piano. Ma accanto ai facinorosi si fanno sentire voci ben più autorevoli e pericolose, come quella dell’ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani. Durante la preghiera del venerdì a Teheran, Rafsanjani ha definito la pubblicazione delle vignette «una strategia ben organizzata contro i musulmani per esporli come terroristi». L’ex presidente ha candidamente sostenuto che «se disegnare queste vignette è considerato dagli occidentali un atto di libertà d'espressione, allora sono un atto di libertà anche le azioni che ogni musulmano intraprenderà contro l'Occidente».
Si è aggiunto al coro pure il solitamente moderato re Abdullah di Giordania. L’altro ieri il direttore del settimanale Shihane aveva pubblicato alcune vignette incriminate, ma poi è stato licenziato dall’editore che ha ritirato tutte le copie dalle edicole. Il sovrano, riferendosi alla pubblicazione delle vignette sul giornale giordano, l’ha definita «un crimine non giustificabile con il pretesto della libertà di espressione». Migliaia di manifestanti hanno sfilato per le strade di Amman chiedendo la rottura delle relazioni diplomatiche con la Danimarca e la chiusura dei porti alle navi di Copenaghen e Oslo.
Il presidente afghano, Hamid Karzai, fedele alleato dell’Occidente, ha definito «un insulto» la pubblicazione delle vignette ed in Pakistan il Senato si è riunito per condannare la satira bollata come «dispregiativa del Profeta». Anche in piccoli paesi come il Senegal e le turistiche Maldive le massime istituzioni hanno fermamente condannato la pubblicazione parlando apertamente di blasfemia, condannata con la pena di morte secondo la legge del Corano.
Dal pulpito delle moschee i preti islamici non hanno certo calmato gli animi. In Arabia Saudita, nella grande moschea della Mecca, l'imam Saleh ben Hamed è addirittura scoppiato a piangere. Dal multiconfessionale Libano il leader spirituale della comunità sunnita, Mohammad Rashid Kabbani, ha esortato i musulmani del mondo intero a boicottare i prodotti danesi e norvegesi. Stesso discorso nella repubblica caucasica del Daghestan, dove il mufti di Makhackalà, la capitale, ha invitato a boicottare tutti i prodotti europei. In Somalia i sermoni hanno provocato una manifestazione di centinaia di persone nel centro di Mogadiscio.
In Irak sia sunniti che sciiti hanno continuato a protestare. A Falluja lo sceicco Hamid al-Joumayli aveva condannato nella sua preghiera le caricature del Profeta definendole «un atto criminale commesso dalla Danimarca». A Bassora gli estremisti sciiti di Moqtada al Sadr, il piccolo Khomeini iracheno, hanno dato fuoco alle bandiere danesi e norvegesi. Al Cairo tremila egiziani hanno manifestato davanti alla moschea Al Azhar distribuendo volantini che invitavano al boicottaggio dei prodotti provenienti dal nord Europa, ma lo scontro sulle vignette è spuntato anche alla coppa d’Africa. Striscioni con la scritta «boicotta la Danimarca» sono apparsi ieri allo stadio internazionale del Cairo dove stava per iniziare la partita di calcio Egitto-Repubblica democratica del Congo. Sia in Italia sia nel resto d’Europa alcuni giornali continuano a pubblicare le vignette «sacrileghe», ma forse la scelta migliore l’ha fatta il Pais, il più importante quotidiano spagnolo. Ieri ha pubblicato una vignetta del francese Le Monde in cui la frase «non devo disegnare Maometto», ripetuta decine di volte, forma il volto del Profeta.