«Imbarazzismi» tra politica e vita quotidiana

Fra i temi di una campagna elettorale dai toni accesi, l’immigrazione è un argomento prioritario sul quale i partiti si confrontano in vista del prossimo futuro. E se da una parte ci sono le posizioni di un mondo politico che spesso diverge sulle varie questioni (sicurezza, capacità di accoglienza, integrazione eccetera), dall’altra ci sono alcuni immigrati che le affrontano anche da un altro punto di vista, ossia sdrammatizzando a suon di battute. Nello specifico pensiamo agli artisti stranieri, un numero ancora esiguo in Italia che meriterebbe di essere conosciuto solo per il fatto che aiuta a stemperare i toni anche là dove ci sono questioni serie in ballo (permessi, lavoro, famiglia, burocrazia e via elencando). A Milano, nel 2004, è nato il Laboratorio Strangers in The Night dello Zelig (qui a lato), uno spettacolo ironico e intelligente per sorridere sui vizi e i difetti degli italiani visti dagli stranieri e viceversa. Ma esiste anche tutta una letteratura dei migranti di ultima generazione, tesa a sfatare attraverso l’umorismo gli stereotipi e i luoghi comuni. Uno fra tutti è il più lombardo tra i nuovi autori africani, Kossi Komla-Ebri, medico presso l’ospedale di Erba, di cui prossimamente vi racconteremo la storia. Nato in Togo nel 1954 e approdato in Italia nel 1974, ha scritto diversi libri e collezionato una serie di premi letterari. Divertente e specchio dei tempi è il suo «Imbarazzismi» (Edizioni Dell’Arco), un libretto del 2002 ancora attualissimo che si legge d’un fiato: dal treno al supermarket, dall’ospedale alle strade in città, Kossi dipinge magistralmente le tipiche situazioni di quotidiani imbarazzi che capita di vivere a tutti. Più umorismo che razzismo insomma, dove alcuni episodi sono al confine fra disagio e discriminazione. Appunto «imbarazzismi», raccontati con la penna disincantata dell’autore, determinato più «a fare sorridere che ridere». E riflettere su quelli che spesso sono soltanto fraintendimenti o preconcetti.