Imbarazzo Cina

La situazione in Tibet è calda. Il mondo osserva e forse non sa come muoversi. La Cina che adesso reprime la mobilitazione dei monaci e del popolo tibetano è un problema, ma resta anche una risorsa. Con Pechino bisogna fare conti politici e commerciali, ci vuole tatto e diplomazia. È difficile anche per la Chiesa cattolica che da anni cerca una soluzione ai problemi dei cattolici cinesi che negli anni hanno subito pesanti persecuzioni del regime. Ieri, nel suo Angelus, il Papa non ha affrontato la questione tibetana, anche se è probabile che nei prossimi giorni affronterà il tema. Dell’atteggiamento cattolico nei confronti della crisi cino-tibetana parla al Giornale padre Bernardo Cervellera, direttore di Asianews e grande conoscitore della Cina. Ma grandi difficoltà possono avere anche le migliaia di imprenditori italiani che investono nel mercato cinese. Chi fa affari a Pechino e dintorni ha un mercato da un miliardo e trecentomila persone, ma sa di dover lavorare in un Paese dove la sensibilità per i temi del lavoro e del rispetto dei diritti umani è molto diversa dal nostro. Abbiamo cercato di capirne di più ascoltando l’opinione di Federico Vitali, presidente di Confindustria Marche, che conosce da 10 anni la realtà cinese.