Imbarazzo nell’Unione. I moderati temono il bis del caso Speciale

Di Pietro: "Non tiriamo troppo la corda". L’Udeur: il nuovo capo della Polizia sia scelto d’accordo con l’opposizione Fassino minimizza e Palazzo Chigi frena

Roma - Frenate, imbarazzi, acrobazie e attacchi frontali. Il giorno dopo l’annuncio con cui Romano Prodi ufficializza in aula la rimozione forzata di Gianni De Gennaro, i settori più moderati dell’Unione si interrogano sull’opportunità del metodo utilizzato dal presidente del Consiglio. E, inevitabilmente, vengono alla luce i malumori rimasti a giacere sotto la cenere nelle ore immediatamente successive all’affondo del premier.

Il primo a piantare alcuni precisi paletti è Clemente Mastella. Il ministro della Giustizia detta una sorta di "road map" e di galateo minimo per l’avvicendamento di De Gennaro, chiedendo di procedere alla sostituzione del Capo della Polizia solo attraverso un’intesa tra maggioranza e opposizione e, soprattutto, affidando al funzionario uscente "una qualche responsabilità operativa" in un altro settore, con un "trattamento serio nei confronti di chi per sette anni, ha difeso le istituzioni". "Bisogna scegliere un capo della Polizia, come hanno detto Prodi e Amato, d’intesa con l’opposizione. Nell’eventualità di questa sostituzione - continua Mastella - De Gennaro non può apparire, dopo i fatti di Genova, come un condannato per la sua azione, che è stata di grande correttezza, linearità, senso dello Stato e difesa delle istituzioni". "Laddove anche d’intesa con De Gennaro si procedesse alla sostituzione del capo della Polizia - prosegue il Guardasigilli - tutti dobbiamo farci carico di affidare a De Gennaro una qualche responsabilità operativa da qualche altra parte". Mastella ritiene, dunque, che De Gennaro non possa essere "mandato a casa" dopo la notizia dell’avviso di garanzia per i fatti di Genova e, su questo punto, il leader dell’Udeur preannuncia che il suo partito "monterà la guardia". In caso di una scelta concordata anche con la Cdl, dunque, "l’opposizione non potrà gridare a un golpe o a un effetto Specialissimo". Una linea che Palazzo Chigi sembra disposta ad accogliere visto che il portavoce del governo Silvio Sircana dice con chiarezza che "non c’è alcuna fretta" per la sostituzione e che "verranno avviate consultazioni con l’opposizione".

Acqua sul fuoco delle polemiche getta anche Piero Fassino per il quale sulla vicenda De Gennaro "non c’è ragione di drammatizzare" e, in ogni caso, "nulla sarà fatto" senza che il Parlamento venga informato. "Il governo naturalmente non ha nessuna difficoltà a riferire al Senato, come l’altro giorno ha riferito alla Camera ma non vedo francamente le ragioni di una drammatizzazione, che mi pare puramente strumentale".

Chi proprio fa fatica a digerire il "metodo Prodi" è Antonio Di Pietro che vede all’orizzonte stagliarsi l’ombra della sinistra massimalista. Il ministro delle Infrastrutture parla fuori dai denti. E non nasconde di essere sempre più in sofferenza dentro l’Unione. "La decisione di sostituire De Gennaro ha il sapore di una vendetta della sinistra massimalista" dice il ministro. "Noi dell’Italia dei Valori siamo dalla parte delle forze dell’ordine, con chi difende i cittadini e non dalla parte di chi spacca le vetrine e cerca di mettere a ferro e fuoco le città. Quel che è certo è che l’avvicendamento del Capo della Polizia è sbagliato nei tempi e nei modi. Noi diciamo all’Unione di non tirare troppo la corda. Se si deve continuare a vivacchiare meglio fare subito una nuova legge elettorale e tornare alle urne. Io di nuovo a fianco della sinistra massimalista, quella dei Cannavò e dei Turigliatto, non ci starò più".

L’ultima presa di posizione è quella di Enzo Bianco. "Sono stato io il ministro dell’Interno che ha nominato Gianni De Gennaro. È comprensibile la scelta di un avvicendamento ma se mi trovassi nella situazione di dovere scegliere il capo della Polizia non avrei dubbi alcuni: proporrei Gianni De Gennaro. Quello che ho fatto, l’ho rifarei" dice l’esponente della Margherita e presidente della Commissione affari costituzionali del Senato. "È uno dei migliori poliziotti europei, ha lavorato in modo straordinario. Trovo assolutamente giusto in questo momento confermargli affetto e stima e il mio ringraziamento per quello che ha fatto".