Imitare i campioni è solo da pazzi

Maria Rosa Quario

C’è del vero in quanto ha detto Hermann Maier, ma nel commentare le dichiarazioni di questo atleta intelligente che pensa sempre molto bene prima di parlare, il rischio è di generalizzare, demonizzando ingiustamente gli attrezzi che negli ultimi anni hanno contribuito in modo determinante a rendere lo sci uno sport ancora più bello, più divertente, più appagante.
Ma non, come molti pensano e scrivono, più insicuro, visto che le statistiche parlano di riduzione dei traumi e non di incremento, con una netta differenza del tipo di trauma rispetto al passato, quando gli infortuni erano causati soprattutto dagli attacchi e dagli scarponi, entrambi molto meno sicuri di oggi. Il problema vero è che con gli sci sciancrati sono aumentate in modo spaventoso le velocità in curva e che quindi gli atleti, ma soprattutto i turisti che sciano senza usare il cervello, rischiano davvero di farsi male, o di fare male, perché un conto è cadere a 40 all’ora, un altro a 80 all’ora.
Sciare con gli sci sciancrati cercando di imitare i campioni senza averne la preparazione fisica né le capacità tecniche è come andare a 300 all’ora per imitare Schumacher sull’autostrada Milano-Torino. È solo da pazzi.