Imma: "Potevo morire, volevo la mia mamma"

Dal suo letto d’ospedale continua a chiedere della nonna, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirle che non c’è più, inghiottita dal crollo della palazzina. La madre: "Mentre la cercavo suo fratello gemello mi ha detto che era viva"

Napoli - «Dormivo, non mi sono accorta di nulla. Sono scesa dal letto per andare in bagno, le pietre mi arrivavano in faccia, non riuscivo a respirare. Chiamavo la mia mamma ma nessuno mi rispondeva». Dal suo lettino d'ospedale, Imma Mauriello, la bimba salvatasi per miracolo dal crollo di via Calvanese ad Afragola, racconta con la dolcezza dei suoi dieci anni il dramma vissuto venerdì notte. La paura, la solitudine, la casa che si sbriciolava in una manciata di secondi. I grandi occhi neri, la voce chiara ma triste, la bimba ha due ecchimosi sul viso, una gamba ingessata e una flebo infilata nella mano.

È lei l'unica sopravvissuta al tragico crollo di Afragola, paesone a nord di Napoli, tre vittime. Imma era andata a dormire dalla nonna, Anna Cuccurullo, 75 anni, morta nel crollo come la coppia di giovani sposini che viveva al piano superiore, Pasquale Zanfardino di 32 anni e Enrica Tronca di 28.

Accanto a Imma c'è la mamma, Carmela, quasi incredula di poter abbracciare una figlia che credeva spacciata ma con il lutto nel cuore per la morte della madre, Anna Cuccurullo. Non la perdono un istante d'occhio, il fratello gemello Raffaele, la sorella maggiore Anna, 19 anni, il papà Salvatore, venditore di frutta a Grosseto. Nella sua cameretta è un via vai di parenti e amichetti, i compagni di classe, che le portano piccoli doni. Un breve applauso quando nel reparto arrivano alcune confezioni di gelato, dono di qualcuno commosso dal racconto dei vigili del fuoco che avevano riferito del desiderio di Imma, quando era ancora sotto le macerie, di poter mangiare un gelato alla nocciola.

«Ho pianto, lo so che potevo morire - prosegue nel suo lucido racconto la bimba -. Poi, ho sentito una carezza, ho pensato che non ero lontana dalla mia mamma. Avevo dolore al piede, volevo bere. Un signore mi ha parlato, mi ha chiesto tante cose. Mi è venuta la voglia di un gelato a nocciola e gliel'ho chiesto». Poi, i genitori le hanno detto che il suo salvatore era un vigile del fuoco, l'ispettore Francesco De Martino.

La paura ora sembra passata ma non è felice Imma. «Non è un bel giorno per me». Non ne spiega il motivo ma, subito aggiunge: «Come sta la nonna?». Dietro quella domanda forse c'è il presentimento che alla nonna, alla quale era legatissima, sia successo qualcosa di grave. Ma nessuno ha ancora trovato la forza di raccontarle la tragica verità. «È ancora troppo presto per spiegarle che la nonna non c'è più», spiega la sorella Anna. Del forte legame con la nonna ne parla mamma Carmela. «Mia figlia spesso andava a dormire a casa di mia madre. Il fratello gemello, Raffaele, invece, dorme con me. Venerdì notte il mio bambino era particolarmente irrequieto, mi ha svegliato, non riusciva a dormire. Come se sentisse che qualcosa di brutto stesse per accadere alla sorella. Ma, sabato mentre erano in corso le operazioni di soccorso e ormai avevamo perso la speranza di rivedere Imma, mi ha detto di non preoccuparmi perché sentiva la voce della sorella che mi chiamava e mi diceva che stava bene».

Le condizioni della bimba sono buone. I medici dell'ospedale pediatrico Santobono, spiegano che la paziente potrebbe essere dimessa prima di Ferragosto. «È in continuo miglioramento. Stiamo tenendo sotto controllo il trauma addominale, ma al momento gli esami danno esito negativo», riferisce il vice direttore sanitario del Santobono, Eduardo Ruotolo. «Da tenere sotto controllo- ha aggiunto - è il trauma addominale, ma al momento gli esami danno esito negativo».

In via Calvanese ad Afragola c'è solo dolore e rabbia per la morte dei coniugi Zanfardino e di Anna Cuccurullo. Un amico della coppia, sistema un fascio di fiori bianchi davanti alle macerie transennate da una rete metallica. «Sono morti ingiustamente. Quei due ragazzi non avevano fatto il viaggio di nozze per potersi pagare il mutuo. E sono rimasti schiacciati da quella casa che tanto avevano sognato».
La Procura che ha aperto una inchiesta farà luce sulle cause e le responsabilità di questa tragedia. Ieri, tre palazzine, con 8 famiglie sono state sgomberate per la fatiscenza degli edifici.