Immagini dal Lazio che non ti aspetti

Zone Attive prepara il grande lancio per il nuovo festival della fotografia con una mostra dedicata al Lazio. Sette fotografi che, attraverso il loro obiettivo, hanno cercato di raccontare una regione ancora poco conosciuta. La mostra «Non tutte le strade portano a Roma», è una vera e propria analisi del tessuto extraurbano, una ricerca estenuante di quel patrimonio artistico che è di tutti ma del quale ancora si fa fatica ad appropriarsi. Già nel titolo la manifesta intenzione di sottrarre per una volta l'attenzione, da sempre catalizzata sulla capitale e sulle sue bellezze; una serie di scatti che invece portano l’attenzione stessa su luoghi di straordinaria bellezza, molto spesso ai margini dei tradizionali percorsi turistici e culturali. Ognuno dei protagonisti di questa mostra ha sottolineato particolari, scorci, realtà completamente diverse. Angelo Antolino, Luca Campigotto, Raphael Dallaporta, Giuliano Matteucci, Luca Nostri, Xavier Ribas, Guy Tillim, sono tutti fotografi che hanno già raccontato il paesaggio nei loro lavori precedenti, ma in questo caso lo sottopongono all’attenzione dello spettatore con un approccio diverso. Più manicheo, rivolto da un lato alla descrizione di spazi e luoghi, dall’altro ricercando, attraverso questi luoghi, un maggiore dialogo con se stessi e il loro mezzo.
Grazie alla produzione del lavoro i fotografi hanno potuto dedicarsi totalmente al territorio, riproponendolo al fruitore con un occhio diverso, vigile verso alcuni elementi, e tralasciandone invece altri. Come afferma Tillim per esempio, che nei suoi scatti ha preso di mira la Sabina, «la mia prospettiva significava trovare il mio posto, non quello che secondo me la gente della Sabina si aspettava». Stesso discorso fa anche Antolino, il quale ha voluto rappresentare secondo la sua maniera l’abbazia di Farfa e i monaci che la abitano. Ognuno di loro dunque segue la propria intima strada, con la speranza di far rivivere i luoghi sottoposti al proprio sguardo, attraverso un diverso occhio, concentrato più frequentemente sul particolare piuttosto che sul totale.
La mostra, curata da Marco Delogu, è allestita nell’ex Gil (Gioventù Italiana Littoria), uno dei più interessanti esempi di architettura razionalista realizzato a Roma nel 1933 dall’architetto Luigi Moretti, all’epoca ventiseienne. Informazioni utili: fino al 26 aprile. Largo Ascianghi. www.lazioterra.it