«Le immagini di Roberto? Patrimonio Rai»

Carlo Nardello, amministratore delegato di RaiTrade, la società cui compete la vendita delle immagini delle teche Rai, ieri è stato direttamente coinvolto nella questione Benigni. Una sua lettera al direttore generale Cappon in cui esprimeva la propria contrarietà alle richieste dell’attore di ottenere i diritti di sfruttare in proprio le immagini delle sue apparizioni che appartengono alla Tv di Stato è stata resa nota dall’agenzia Ansa.
Nardello, è vero che lei sarebbe intervenuto presso il direttore generale?
«Non essendo mio compito discutere quanto sta facendo il vertice aziendale mi sono limitato a rispondere alle diverse richieste provenienti dalla direzione Sviluppo e coordinamento commerciale e dalla direzione Risorse artistiche sul tema della valutazione dei materiali di archivio. Credo però che il repertorio televisivo sia un patrimonio collettivo che appartiene al Paese e secondo me è corretto che sia la Rai a detenerne la titolarità e a concedere a titolo oneroso a chiunque voglia raccontare la storia di questo Paese con qualsiasi piattaforma i materiali per farlo».
Cosa comporterebbe concedere l’esclusiva a Benigni? È vero che per esempio Celentano si dovrebbe rivolgere a Benigni per sfruttare le immagini dei due artisti insieme?
«Se si dovesse concedere l’esclusiva dei materiali alla Melampo, tutti gli artisti che nelle riprese sono assieme a Benigni dovrebbero chiedere alla Melampo i materiali e non a RaiTrade. Se la stessa Rai volesse raccontare la propria storia in dvd non avrebbe la disponibilità delle immagini con Benigni».
È vero che cedere i diritti comporterebbe una grave lesione della tutela del servizio pubblico? E che aprirebbe un precedente che potrebbe essere seguito da altri artisti?
«Non mi compete questo tipo di valutazioni che stanno interessando i vertici aziendali e aprendo un dibattito nel Paese. Quello che so è che tale cessione non può essere fatta da RaiTrade».
E quindi niente Benigni?
«Per i dvd con Mina abbiamo trovato una soluzione ideale. L’artista è stata libera di lavorare sui materiali e ha partecipato in parte preminente ai ricavi. Ma la Rai non ha perso nulla, anzi».
LR