Le immagini del «dopo-Tsunami» viste con gli occhi dei soccorritori

È passato poco più di un anno dallo Tsunami, che il 26 dicembre 2004 ha cambiato la vita delle popolazioni nel Sud-est asiatico e la società di gestione Aeroporti di Roma ha voluto ricordare il dopo-Tsunami con una mostra fotografica inaugurata ieri all’aeroporto di Fiumicino e un libro, Tsunami. Ho cavalcato l’Onda assassina, dei giornalisti Alessandra Zavatta e Roberto Filibeck. Nel corso della presentazione Aeroporti di Roma ha altresì annunciato una nuova iniziativa di solidarietà, rivolta alle popolazioni del Pakistan, colpite dal sisma lo scorso 8 ottobre. «AdR+Me» - questo lo slogan della raccolta fondi, avviata con dei salvadanai posti nelle aerostazioni di Fiumicino e che durerà tre mesi - offre così il suo sostegno a Intersos, l’organizzazione umanitaria per l’emergenza attualmente operante in Pakistan. Al Terminal B (partenze internazionali) di Fiumicino, passeggeri e visitatori, sino alla fine di febbraio, potranno ammirare la mostra fotografica dal titolo «Un anno in Sri Lanka» allestita dalla Cooperazione Italiana, in collaborazione con la Fao ed il Pam (Programma Alimentare Mondiale). La mostra è speculare a quella esposta in Sri Lanka, all’aeroporto Bandaranaike di Colombo, dall’Ufficio di Cooperazione italiana, impegnato con tecnici, volontari e operatori umanitari nella ricostruzione di case, scuole e ospedali. Le immagini della mostra, a colori e in bianco e nero, sono state scattate dallo stesso personale, durante le operazioni di soccorso e testimoniano i risultati raggiunti, ma anche la bellezza e le speranze di una terra così duramente colpita.
«Questa mostra evidenzia la grande risposta italiana a quella che è stata definita una tragedia epocale - ha spiegato Fabio Melloni, coordinatore del Settore Emergenze della Direzione Generale Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Esteri - gli scatti fotografici sono peraltro visti da un punto di osservazione particolare, perché sono scattati direttamente da coloro che stanno operando con grande impegno e passione nei progetti di ricostruzione dei paesi del Sud est asiatico».