Immigrati alle urne tra le polemiche

Michela Giachetta

Consiglieri aggiunti, oggi si torna alle urne. Gli stranieri della capitale sono chiamati a votare, dalle 8 alle 22 di oggi, per eleggere i consiglieri aggiunti di comune e municipi. È una seconda volta, questa, per il voto degli extracomunitari. Le prime elezioni avvennero nel 2004 e in quell'occasione furono in 33mila a indicare la loro preferenza sulla scheda elettorale. Il Comune spera che oggi sia più alto il numero di chi si recherà ai seggi, esercitando il proprio diritto di voto. Diritto riconosciuto ai cittadini, maggiorenni, di tutti i paesi non appartenenti all'Unione europea presenti legalmente in Italia e residenti a Roma, o che a Roma vivono per studio o per lavoro. È necessario avere con sé il certificato elettorale (quelli spediti dal Campidoglio sono stati 155mila) e mostrare anche un documento di riconoscimento. Per il Comune i candidati sono 41, la maggior parte dei quali appartengono alle comunità filippina, bengalese, cingalese e peruviana. Pochissime le donne, appena sette, meno del due per cento del totale.
I candidati ai municipi, in ognuno dei quali sarà eletto solo il più votato, sono, invece, 113. La circoscrizione che in assoluto risulta averne meno è la III: sono solo in due, un filippino e un indiano. Mentre i municipi che raccolgono il maggior numero di candidati sono il I, dove la nazione più rappresentata è il Bangladesh e il XIII, in cui prevalgono i cingalesi. Nel VI c’è l’unico romeno candidato, Pop Marinara, di 29 anni. Ma se anche dovesse essere eletto decadrebbe dal suo incarico dal primo gennaio, perché in quella data la Romania entrerà nell’Ue.
Siederanno negli scranni dell'aula Giulio Cesare quattro consiglieri aggiunti, ognuno dei quali in rappresentanza di un continente (Americhe, Africa, Europa non comunitaria e Asia-Oceania), ma se questi saranno tutti dello stesso sesso si dovrà procedere alla nomina di un quinto, che presumibilmente sarà donna. I consiglieri aggiunti, in base allo Statuto del Comune, hanno funzioni consultive e possono proporre delibere, ordini del giorno e mozioni, ma a loro non è riconosciuto il diritto di voto in aula. E Gianluca Quadrana (Rnp), presidente della commissione Immigrazione non crede che nei prossimi anni la situazione cambierà: «Difficilmente si arriverà a riconoscere quel diritto agli extracomunitari», nonostante le promesse fatte in tal senso dal governo in carica. Una volta nominati ufficialmente i consiglieri, si formerà anche la Consulta delle Comunità straniere, formata dai primi 30 non eletti, che ha il compito di presentare richieste di interventi, iniziative e servizi agli organi dell’amministrazione comunale.
Sullo svolgimento del voto di oggi vigilerà Alleanza Nazionale. «Saremo presenti nei seggi con i nostri consiglieri comunali e municipali al fine di tutelare la legalità messa duramente alla prova dalle sconcertanti decisioni in tema di estensione ai clandestini del diritto di voto proposte dalla giunta Veltroni», hanno annunciato ieri Gianni Alemanno, commissario di An a Roma, Federico Guidi e Luca Gramazio, componenti della commissione Immigrazione del Comune di Roma. «Dobbiamo infatti - continuano i tre esponenti di An - constatare con amarezza come il Comune di Roma, non accogliendo le nostre richieste, dia luogo ad un clamoroso precedente: da domani anche i clandestini potranno esercitare il diritto di voto. Inoltre ci riserviamo di verificare l’esito di tale competizione elettorale richiedendo la sospensione dei risultati ed il successivo annullamento della stessa, laddove le elezioni risulteranno davvero inquinate dal voto dei clandestini».