Immigrati, Brunetta: "Un farabutto l'imprenditore che dà lavoro in nero"

Il ministro: "Invece di pagare 100 pagano 10, quindi se io li faccio pagare 90 non c'é competizione. I lavoratori immigrati in nero sono dovuti alla nostra cattiva economia, sono l'altra faccia della nostra cattiva coscienza". E sulla cittadinanza dice: "Va considerata come un premio per chi progetta la sua vita nel nostro Paese condividendone i valori e i diritti, se vi sono le condizioni, è possibile anticipare il tempo necessario per l'ottenimento"

Roma - Gli imprenditori che prendono gli immigrati in nero "sono farabutti". Ad affermarlo è il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, secondo il quale un alleggerimento della pressione fiscale in questo caso non serve. "La differenza non è in un taglio del 5 o del 10% dei contributi - ha affermato intervenendo ad una trasmissione su radio-Rtl - ma sul fatto di essere farabutti o persone perbene. I lavoratori immigrati in nero sono dovuti alla nostra cattiva economia, sono l'altra faccia della nostra cattiva coscienza". Gli imprenditori farabutti, sempre secondo il ministro, "invece di pagare 100 pagano 10, quindi se io li faccio pagare 90 non c'é competizione". Il ministro si è poi detto favorevole ad anticipare prima dei dieci anni, l'ottenimento della cittadinanza italiana da parte degli immigrati, purché virtuosi. "La cittadinanza va considerata come un premio per chi progetta la sua vita nel nostro Paese condividendone i valori e i diritti, questo percorso va verificato in maniera corretta e, se vi sono le condizioni, è possibile anticipare il tempo necessario per l'ottenimento della cittadinanza".