Immigrati, la carica dei 390mila

Lucia Resta

La provincia di Roma è in Italia quella con il maggior numero di immigrati. Il dato emerge dal «XV rapporto sull’immigrazione» redatto dalla Caritas e dalla Fondazione Migrantes. Il dossier, intitolato quest’anno «Immigrazione è globalizzazione», rivela che sono 340.554 gli stranieri stabilitisi nella provincia romana, di cui 242.194 concentrati nella capitale, registrando un aumento dell’11 per cento rispetto al 2003. Il numero dei soggiornanti stranieri nel Lazio è cresciuto: sono quasi 390mila nel 2004 a fronte di 330.695 registrati dal ministero degli Interni l’anno precedente. L’11 per cento degli immigrati (42.479) è costituito da minori.
Si registra un ridimensionamento della capitale come polo di inserimento alloggiativo e la ridistribuzione della popolazione immigrata tra capoluogo e provincia: il rapporto, che prima era di uno a sei, è diventato quasi di uno a tre. La maggior parte degli immigrati risiede nei municipi I (20,4 per cento), XX (13,6) e II (11,4). Ad Anzio e Ardea la popolazione immigrata è aumentata di due terzi e a Pomezia è raddoppiata.
Per quanto riguarda i motivi della presenza di stranieri, la regione si caratterizza per avere il 61 per cento dei soggiornanti per lavoro, il 18,6 per motivi familiari, il 13,8 per motivi religiosi, infatti Roma, in particolare, ospita un gran numero di sacerdoti e suore stranieri. Tra gli stranieri ospitati dal Lazio più della metà sono cristiani (66,1 per cento), il 16,6 per cento sono musulmani, il 5 per cento professano religioni orientali, mentre il 12,9 appartiene ad altre religioni o non è credente.
Per quanto riguarda le occupazioni degli immigrati, la maggior parte è impiegata nel settore dei servizi (71,1 per cento), il 23,8 per cento è addetto all’industria e il 5,1 per cento lavora nel settore agricolo. Nel 2004 l'Inail ha registrato nel Lazio 46.494 assunzioni di lavoratori nati in Paesi extracomunitari, mentre nel 2003 erano state 32.726. Le nuove assunzioni si concentrano maggiormente nella provincia di Roma (76,9 per cento).
Il rapporto si occupa anche dell’istruzione: nel Lazio gli alunni stranieri iscritti nel 2003-2004 sono stati 23.078, la maggior parte dei quali (77,4 per cento) nella provincia di Roma.
Nell’area romano-laziale gli immigrati sono in maggioranza donne (53,7 per cento) e in controtendenza rispetto alla media nazionale risultano in aumento celibi e nubili (57,5 per cento).
Ottomila imprese nella provincia di Roma risultano intestate a cittadini stranieri, ma la mancanza di lavoro è la lamentela che si ascolta più frequentemente (46,6 per cento) nei consultori della Caritas da parte degli immigrati, oltre all’assenza di reddito (23,8 per cento) e della casa (8,9 per cento). Il tasso di disoccupazione degli immigrati è del 14,6 per cento, maggiore di quello nazionale.
Alla presentazione del dossier, l’assessore provinciale alle Politiche sociali, Claudio Cecchini, ha ricordato, tra le iniziative dell’amministrazione Gasbarra a favore dell’immigrazione, il Piano provinciale per l'immigrazione per il quale sono stati stanziati 4,6 milioni di euro per 40 progetti che riguardano il sostegno all'inserimento scolastico dei minori, ai rifugiati e richiedenti asilo, i corsi di insegnamento della lingua italiana, i centri di accoglienza per adulti e minori, l'accoglienza e sostegno a donne in difficoltà.