Immigrati, il ceto medio che avanza

Dalla disperazione al successo. Quella di Syed Mohammad Arshad è una storia a lieto fine (qui a lato). È la storia di un immigrato pakistano arrivato poverissimo in Italia che è riuscito a costruirsi una buona posizione grazie alla volontà e al lavoro. Syed è il paradigma di un nuovo ceto medio d'immigrati che avanza, pieno di energia e fortemente motivato a realizzare prospettive, desideri e progetti. Secondo un'indagine del Censis per E-st@t Gruppo Delta su 800 intervistati, finalizzata ad analizzare stili di consumo, comportamenti di risparmio, modalità di accesso al credito e non solo, il 12 per cento degli immigrati possiede una casa, il 61 per cento un conto corrente, il 41per cento è in possesso di bancomat, il 16 per cento di un libretto di risparmio e il 13 per cento di una carta di credito. Un mercato insomma appetibile per le banche che si stanno attrezzando ad andare loro incontro. Le cifre la dicono lunga sulle trasformazioni: in crescita i redditi (69,5%), i risparmi (42,6%) e i consumi (61,3%). Come dire, automobili, televisioni ed elettrodomestici sono i beni più ambiti. Sempre secondo l'indagine, i nuovi cittadini mostrano una forte propensione al risparmio: attualmente il 14% del budget familiare è destinato alle rimesse e il 15% al risparmio e il 67% invia regolarmente denaro nel Paese d'origine. Le condizioni di vita stanno insomma migliorando, anche se la maggioranza (72,1%) vive ancora in una casa o in una camera in affitto, mentre l'11,8% è proprietario di una abitazione (l'11,2% ha sottoscritto un mutuo per l'acquisto di un immobile e un'ulteriore quota del 17,5% ha intenzione di sottoscriverlo in futuro). Intanto le nuove generazioni hanno assimilato i modelli della società in cui vivono: amano le firme, il cellulare e aspirano ad avere il personal computer. Per il resto c'è ancora molto da fare: dall'istruzione all'emarginazione femminile, dai problemi di disadattamento a tutto ciò che ne consegue. Ma questa è un'altra storia.